Ancora uno STOP per le azioni collettive

27/04/2009

Solo a fine giugno entrerà in vigore la normativa "class action"

 

di Giovanni Bernardi

Slitta al 30 Giugno di quest'anno l'entrata in vigore della normativa cosiddetta "class action". Il decreto "milleproroghe" di fine 2008 ha posticipato i tempi, infatti, per consentire la redazione di un testo di modifica del Codice del consumo. Per "class action" si intende, lo ricordiamo, l'azione legale che può essere esercitata da uno o più membri di una "classe" di individui che vogliono definire una questione comune di fatto o di diritto, con effetti per tutti i componenti presenti e futuri della medesima classe o gruppo. Fortemente voluta dai consumatori, negli Stati Uniti rappresenta uno strumento micidiale contro gli eventuali abusi commessi dalle multinazionali: esistono studi legali specializzati esclusivamente nella proposizione di questa tipologia di controversie e le majors di Hollywood hanno ottenuto grandi successi con film sul tema (su tutti "Erin Brockovich", "A Civil Action").

Sin dal suo esordio nel panorama legislativo italiano questa normativa (introdotta con la legge Finanziaria 2008) è stata aspramente criticata (per i più diversi motivi) da tutte le categorie interessate, rendendo necessario un revirement del Governo sul provvedimento.

L'attuale impostazione dell'azione collettiva all'italiana è piuttosto diversa da quella americana. Nell'ordinamento statunitense, i soggetti della medesima classe possono decidere di agire individualmente e chiedere, contestualmente, di non avvantaggiarsi dell'azione altrui. Se, diversamente, decidono di avvantaggiarsene è sufficiente che restino inattivi: esattamente il contrario di quanto accade in Italia dove al consumatore che voglia aderire agli effetti dell'azione viene richiesto un atto di adesione. L'ordinamento italiano, poi, non consente di riconoscere oltre al risarcimento anche i cosiddetti danni punitivi, che consistono in una ulteriore sanzione per il responsabile civile: sanzione riconosciuta discrezionalmente dal giudice indipendentemente dalla quantificazione dell'effettivo danno subito. Questo perché i princìpi fondamentali del nostro ordinamento precludono al danneggiato di lucrare somme eccedenti il danno effettivamente subito.

In attesa dell'entrata in vigore della normativa, esiste già un sito (http://www.registroclassaction.it) che raccoglie le iniziative promosse fino ad oggi.


Leggi tutte le news