Andrea Andreta è il nuovo Ad di ARAG Italia

30/04/2010

di Giovanni Nenz 

Il 2010 di ARAG è iniziato con la nomina di Andrea Andreta ad Amministratore delegato della Società. Tutela Legale lo ha intervistato per conoscere meglio il suo pensiero e per sapere quali sono i programmi di sviluppo della compagnia.

Conosceva già ARAG e il mercato della Tutela legale?

Si, conoscevo il marchio ARAG in quanto leader del mercato della Tutela legale. Inoltre nel mio precedente incarico di Ceo di RSA (Royal & SunAlliance) avevo potuto conoscere ancora meglio la compagnia, che avevamo selezionato come nostro partner per la gestione del ramo. Da partner ho potuto apprezzare la professionalità, la competenza e l'orientamento al cliente delle persone che lavorano in ARAG, oltre alla capacità di innovazione sui prodotti e al grande livello di specializzazione della compagnia, che ritengo un grande punto di forza. Ho già avuto modo di sottolineare la qualità del lavoro svolto negli anni dal mio predecesssore Ole Neuhaus e da tutto il team ARAG, che ha consentito alla Società di raggiungere l'attuale posizione di mercato. Non posso che rinnovare con piacere questo apprezzamento anche in questa occasione.

Com'è stato l'impatto col team ARAG e con il "nuovo" tipo di business?

Questi primi mesi di lavoro hanno confermato le impressioni che avevo dall'esterno. Ho trovato persone competenti e appassionate del loro lavoro, con un forte attaccamento all'azienda e un continuo orientamento al cliente. Le logiche di gestione di una compagnia non cambiano radicalmente con il tipo di business e il team di ARAG mi ha aiutato a conoscerne velocemente le specificità. Oggi penso di avere un quadro piuttosto chiaro dei molti punti di forza e delle ulteriori opportunità di miglioramento che abbiamo di fronte, così come delle principali sfide che ci pone il mercato.

Come vede il mercato assicurativo in generale?

E' un anno difficile per il mercato assicurativo che, soprattutto per i rami danni, ha visto perdurare il ciclo negativo. Le ragioni sono varie: la crisi economica ha certamente influito sulla contrazione dei premi e sulla sinistralità di alcuni rami. Al tempo stesso la concorrenza sul prezzo, combinata con alcuni effetti dei Decreti Bersani (per esempio la portabilità della classe Bonus Malus) hanno inciso in particolare sui margini del ramo Auto, con premi in calo e margini in contrazione.

E per quanto riguarda la Tutela legale?

Anche il nostro ramo ha risentito della situazione generale del mercato. è stato quindi un anno più difficile del solito, dato che una parte importante del business è legata all'andamento del mercato auto e allo stato di salute delle piccole e medie imprese e dell'economia in generale. Si stima che il ramo Tutela legale possa chiudere il 2009 con una raccolta premi di circa 300 milioni di euro, con margini in contrazione.

Come è stato il risultato ARAG?

Nel 2009 ARAG ha raccolto premi per un totale di 74,9 milioni di euro, con un incremento del 6,3 per cento. La crescita è stata positiva sia nel Lavoro diretto, dove agenti e broker hanno continuato a fornire il loro importante contributo, sia nel Lavoro indiretto, mentre la Bancassicurazione rappresenta ancora una piccola parte del nostro portafoglio. La nostra crescita è da considerarsi quindi positiva, anche se più lenta rispetto al passato e con marginalità in deterioramento, crescita che conferma il favore di clienti e intermediari e la capacità di sviluppo della compagnia. È una base importante sulla quale costruire la nostra crescita futura, che vogliamo mantenere al di sopra dei valori di mercato e al tempo stesso capace di generare redditività costante nel tempo. Ritengo che sarà fondamentale restare focalizzati su valori quali: il servizio a clienti, intermediari e partner, la competenza specialistica, l'innovazione di prodotto, la disciplina tecnica, il controllo dei rischi e l'ottimizzazione dei processi.

Lei ha maturato parte della sua esperienza in una realtà multinazionale, qual è la sua impressione a proposito del Gruppo ARAG?

Penso che far parte di un Gruppo sia un asset molto importante per una compagnia delle dimensioni di ARAG in Italia, in quanto le consente di accedere a competenze di livello internazionale. Da ciò non possiamo che trarre benefici, a tutto vantaggio dei nostri partner commerciali. Ritengo inoltre altrettanto importante l'indipendenza aziendale che ci è data dal fatto di essere un Gruppo a capitale familiare: questo ci consente una visione di lungo periodo del business e ci rende meno condizionati dalle attese di breve periodo dei mercati finanziari.

Quali sono i prossimi passi?

Abbiamo basi solide per continuare lo sviluppo della nostra attuale posizione competitiva. Come ho già detto vogliamo continuare a crescere e, allo stesso tempo, garantire all'azionista un risultato economico-finanziario in linea con le attese e sostenibile nel tempo. Nel 2010 lavoreremo in quest'ottica, proseguendo nell'attività di rinnovamento dei prodotti che abbiamo già avviato gli anni scorsi, mantenendo una costante attenzione alla gestione tecnica del portafoglio e focalizzando l'attenzione sui nostri migliori intermediari e sui nostri partner, con i quali vogliamo mantenere e incrementare la relazione eccellente che da sempre è stata il tratto distintivo di ARAG.


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