Anno giudiziario 2004 - Il bilancio non fa ben sperare: giustizia sempre lenta, cause lunghe e tante spese

19/11/2007

I tempi della giustizia sono lunghi, anzi lunghissimi. Questa è la conclusione nota, per non dire scontata, emersa anche a gennaio 2005 in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario, e che non stupisce più il cittadino.

Del resto, i dati parlano chiaro: se per una sentenza in campo penale bisogna aspettare in media 5 anni, in quello civile la pazienza di chi chiede giustizia deve essere più grande, fino ad 8 anni.

Se tutti gli operatori del settore sono d'accordo nel definire troppo lunghi questi tempi, a subirne direttamente le conseguenze sono sempre i cittadini, ben 18 milioni ancora in attesa di una sentenza che faccia loro giustizia. Nove milioni sono i procedimenti ancora pendenti, dei quali 3.365.000 sono cause civili e 5.580.000 i processi penali. Alto è anche il numero delle condanne, 103, inflitte all'Italia dalla Corte di Strasburgo "per la violazione del diritto fondamentale a una ragionevole durata del processo"; la conseguenza sono migliaia di procedimenti promossi dai danneggiati per ottenere l'equa riparazione del danno, materiale e morale, a carico dello Stato.

Volendo analizzare solo per un attimo il settore assicurativo, e specificatamente il mondo del contenzioso RC Auto (ultima indagine ISVAP su 2003), risulta che gli italiani al volante sono sempre più litigiosi: nel 2003 le cause pendenti nel settore auto, sia civili che penali, sono state 346.000, con un aumento del 4% rispetto al 2002. Significativo è che il modulo di constatazione amichevole rimane preferibilmente chiuso nel cassetto: si preferisce iniziare un contenzioso legale pur di far valere i propri diritti. Dal 1997 i soli procedimenti civili sono aumentati del 33%, passando da 254.000 a 339.000.

Dipinto con le stesse tinte sofferenti degli anni passati il quadro della durata dei processi, permane l'incertezza del cittadino nei confronti della macchina Giustizia, diventata anche una pericolosa minaccia al bilancio economico famigliare. Lunghezza delle cause, infatti, vuol dire anche aumento delle spese per avvocati e periti, alle quali bisogna accettare di esporsi se si deve intraprendere la strada della giustizia.

Una polizza di Tutela Giudiziaria, anche se non può garantire esiti sempre favorevoli agli assicurati e neppure brevità dei processi, protegge sicuramente il bilancio economico famigliare di chi si trova nella necessità di dover far valere i propri diritti.

Fabio Picariello


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