ARAG e i nuovi rischi d'impresa

24/09/2008

Argomenti: Sicurezza sul luogo di lavoro, Nuovo Testo Unico sulla Sicurezza, Norme antinfortunistiche e sull'igiene e salute del lavoro

 

Il Testo Unico sulla Sicurezza e i suoi collegamenti con il D.Lgs 231/01

In questo periodo di grandi riforme legislative, per molte aziende è necessario riorganizzazare l'attività produttiva non solo in relazione alle nuove richieste del mercato, ma anche per "essere in regola" dal punto di vista normativo e non rischiare così di commettere illeciti. Il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza, ovvero il Decreto Legislativo n.81 del 9 aprile 2008, entrato in vigore il 15 maggio, è un complesso di norme che cerca di disciplinare una materia il cui impatto sociale è elevatissimo: la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il Testo Unico offre punti di contatto con il decreto legislativo 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, soprattutto per quanto riguarda la migliore organizzazione aziendale e imprenditoriale in relazione all'aspetto della sicurezza sul luogo di lavoro. Il collegamento avviene attraverso l'istituzione dell'obbligo di procedure specifiche e l'adozione di appositi modelli di organizzazione e di gestione. Particolarmente significativa è la previsione dell'art. 30 del Testo Unico, che detta le condizioni per realizzare l'esenzione dalla responsabilità amministrativa degli enti per effetto della efficace adozione del "modello di organizzazione e prevenzione".

Con l'articolo 300, il Testo Unico si collega significativamente alla legge 231/01 modificandone l'articolo 25 septies che prevede la responsabilità amministrativa degli enti per i casi di "omicidio colposo" e "lesioni personali colpose" commessi con la violazione delle norme antinfortunistiche e sull'igiene e salute del lavoro. La responsabilità amministrativa degli enti si aggiunge a quella penale e a quella civile,  . Per l'omicidio colposo avvenuto nelle centrali termoelettriche, nelle aziende che producono esplosivi, nelle industrie estrattive, nelle aziende che espongono i lavoratori a rischi biologici, nelle aziende industriali che impieghino più di 200 lavoratori, a norma del primo comma dell'art. 300 e dei suoi richiami, è prevista una sanzione pecuniaria pari a 1.000 quote (potenzialmente la sanzione massima sarà di 1.549.000 euro). Nel caso in cui manchino le speciali condizioni richiamate dal primo comma dell'art. 300, la sanzione per l'omicidio colposo sarà compresa fra le 250 e le 500 quote, cioè, se la quota viene applicata nella sua misura massima, ed al massimo della sanzione edittale prevista, essa sarà pari a 7.745 euro.
Per il caso di lesioni gravi o gravissime è prevista una sanzione pecuniaria non superiore a 250 quote, cioè potenzialmente 3.872,5 euro. È inoltre prevista l'applicazione delle sanzioni quali l'interdizione all'esercizio dell'attività o la sospensione o la revoca delle autorizzazioni necessarie allo svolgimento dell'attività imprenditoriale, oppure il divieto di contrarre  con la pubblica amministrazione, ovvero anche l'esclusione da finanziamenti e agevolazioni, come pure il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

L'aumento dei tipi di reato o l'inasprimento delle sanzioni già esistenti costituisce un nuovo rischio di impresa, del quale coloro che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o direzione delle imprese devono tenere conto. ARAG assiste ai mutamenti legislativi e sociali cercando di cogliere le esigenze di copertura assicurativa di tutti coloro che operano in un contesto economico vario e mutevole, offrendo risposte mirate.

Olivia Flaim


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