Class action: ecco le novità

11/04/2008

Argomenti: Azioni di risarcimento collettivo, Class Action, Tutela dei Consumatori, Associazioni di Consumatori 

La recente approvazione della legge finanziaria 2008 ha introdotto un'importante novità legislativa: si tratta delle "azioni di risarcimento collettivo", meglio note come class action. E' un nuovo strumento generale di tutela a disposizione dei consumatori e degli utenti che è stato inserito nell'impianto del Codice del Consumo del 2005. Legittimate ad agire sono solamente le associazioni di consumatori iscritte in un apposito elenco istituito presso il Ministero delle Attività Produttive, nonché le associazioni ed i comitati purchè adeguatamente rappresentativi. Questi soggetti possono chiedere al Tribunale, per i rapporti giuridici relativi a contratti stipulati con moduli o formulari, cioè in forma standardizzata, solo ed esclusivamente di accertare l'eventuale danno al contraente consumatore e la restituzione delle somme spettanti ai singoli.

Diversamente dalla realtà statunitense, quindi, è stata esclusa la possibilità per il giudice di condannare il convenuto in giudizio ai cosiddetti "danni punitivi" cioè ad una sanzione ulteriore rispetto al risarcimento dovuto. Sentenza molto temuta dalle aziende d'oltre-oceano in quanto normalmente molto elevata. I consumatori che intendono avvalersi dell'azione devono comunicare per iscritto la loro adesione al proponente, che ne deve dare adeguata pubblicità per poter avere un alto numero di adesioni. Questo sistema di adesione noto come "opt-in" è stato adottato dal legislatore italiano in controtendenza rispetto agli altri paesi europei, dove si adotta l' "opt-out" cioè l'automatica tutela di tutti i consumatori lesi salvo il loro diritto di escludersi dagli esiti o uscire dell'azione intrapresa.

L'adesione all'azione collettiva del singolo consumatore è sempre ammessa fino al termine del giudizio di appello. Nella prima udienza, il tribunale si pronuncia sull'ammissibilità della domanda: nell'ipotesi positiva dispone che venga data idonea pubblicità all'azione a cura del proponente e dispone la prosecuzione del giudizio. In caso di accoglimento della domanda il giudice determina i criteri in base ai quali liquidare la somma da restituire ai singoli. La sentenza è efficace solo nei confronti di chi ha aderito o è intervenuto in quel giudizio. Successivamente alla sentenza la legge prevede una procedura che potremo definire "para-arbitrale" per la determinazione dell'importo da liquidare, ovvero in alternativa su richiesta delle parti questo può avvenire presso uno degli organismi di conciliazione previsti dalla nuova normativa in materia societaria.

Giovanni Bernardi


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