Giustizia ancora troppo lenta

15/11/2007

Argomenti: Giustizia, Lunghezza dei processi 

 

"L'Italia ha il primato del numero dei giudici e, nonostante ciò, abbiamo anche il record di lunghezza dei processi", ha commentato il presidente della Cassazione Nicola Marvulli, in occasione della cerimonia di apertura dell'anno giudiziario 2006, cui fa da sfondo una giustizia perennemente in crisi, incapace di liberarsi della sua patologica lentezza. Basti pensare che dal 1960 i "nuovi procedimenti" stimati in 1.000.000 sono diventati nel 2001 3.670.000.

Siamo il popolo più litigioso dell'Unione Europea e preferiamo ricorrere sempre e soltanto al giudice, anche quando risulta possibile e forse più conveniente l'utilizzo di apposite strutture di mediazione. Contro i "processi lumaca", mentre il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha rimesso sotto sorveglianza la giustizia italiana, i singoli cittadini non sono certo attori passivi. Aumentano le richieste di danni, in forza della legge Pinto, contro l'irragionevole durata dei processi. Solamente in Cassazione, competente in secondo grado, i ricorsi sono raddoppiati passando dai 1.157 del 2004 ai 2.134 di novembre 2005.

La somma che il Ministero della Giustizia deve risarcire oggi ai cittadini ammonta già a circa 10 milioni e 800 mila euro, ma non sempre viene pagata per mancanza di fondi. E non diminuendo la durata media dei procedimenti civili e penali, questa cifra è destinata ad aumentare nel 2006.

Per quanto riguarda la giustizia penale, rispetto al 2004 si è verificato un leggero calo del numero dei reati denunciati, anche se la "qualità" degli stessi peggiora. Ad esempio, cresce la criminalità organizzata, dilagano le rapine in villa ed aumentano le violenze sessuali tra le mura domestiche.

In questo scenario, il singolo cittadino tenta di far valere i propri diritti e una polizza di Tutela Legale rappresenta indubbiamente un ulteriore punto di forza. Consente, infatti, di rivolgersi senza spese ad un professionista che non solo sappia utilizzare i migliori strumenti legislativi a disposizione, ma possa anche suggerire, quando ciò sia possibile, il ricorso a soluzioni di conciliazione o arbitrato alternative alla giustizia ordinaria. In grado, quindi, di garantire quella celerità di giudizio che oggi sembra un valore irraggiungibile.

Fabio Picartello


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