Il fumo nei luoghi di lavoro

19/11/2007

Argomenti: Tutela della salute dei non fumatori, Azienda, Luogo di lavoro

 

Il ragionier Modesti, addetto alla contabilità in una piccola impresa di servizi, come molti ex-fumatori ha maturato una vera insofferenza nei confronti delle sigarette e di chi ne fa uso. Purtroppo quasi tutti i suoi colleghi sono nicotina-dipendenti, perciò decide di rivolgersi al capo per chiedere che venga imposto il divieto di fumo sul luogo di lavoro.

Il dott. Morris tergiversa, ma in seguito alla lettera che il ragioniere scrive alla Direzione (e per conoscenza alla competente Autorità di controllo sull'igiene e la sicurezza dei posti di lavoro), predispone un apposito locale per i fumatori, imponendo un rigido divieto in tutti i circostanti ambienti aziendali. Il provvedimento suscita malumori, ma col passare dei giorni viene capito e accettato da tutti.

Arriva perciò inaspettata, perché ormai considerato problema superato, l'ispezione che era stata sollecitata dal ragioniere. Il verbale che viene redatto rischia di avere conseguenze penali per il dott. Morris, che non avrebbe rispettato nella sua interezza quanto previsto per la tutela della salute dei lavoratori non-fumatori dal D.Lgs.626/94 così come integrato dal D.Lgs.25/02.

La Polizza Attività Protetta con "Pacchetto Sicurezza", intestata all'Azienda e stipulata qualche mese prima dei fatti narrati, consente al dirigente di garantirsi l'assistenza di un avvocato esperto in materia e di poter contare sul rimborso delle eventuali spese, necessarie per una perizia che accerti l'idoneità delle misure predisposte.

 

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La legislazione in materia è piuttosto copiosa. Recentemente, però, è balzato agli onori della cronaca il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23/12/2003 con cui è stata data attuazione alla Legge 16 gennaio 2003, n.3 in materia di "Tutela della salute dei non fumatori". Con questo provvedimento vengono individuati i requisiti minimi che devono essere garantiti perché gli esercizi pubblici e le aziende possano apprestare idonei locali per fumatori.

Tali ambienti devono essere chiaramente identificati con appositi cartelli luminosi recanti la scritta "area per fumatori"; devono essere delimitati da pareti a tutta altezza su quattro lati; devono essere accessibili solo tramite porte a chiusura automatica e non devono costituire passaggio obbligato per i non fumatori.

Inoltre dev'essere apprestato un idoneo sistema di ventilazione forzata, sulla portata e potenza del quale va calcolato ed indicato il numero massimo di persone ammissibili nel locale. In caso di guasto, devono esservi scritte luminose ad accensione automatica con dizione "vietato fumare per guasto all'impianto di ventilazione". In ogni caso, la superficie destinata ai fumatori negli esercizi di ristorazione deve essere inferiore alla metà della superficie complessiva di somministrazione dell'esercizio.

Dunque previsioni estremamente rigorose ed onerose: chi non potrà, per ragioni economiche o tecniche, adeguarvisi entro un anno dall'entrata in vigore del D.P.C.M., dovrà rassegnarsi ad imporre (e far rispettare) il divieto totale di fumo in tutti gli ambienti.

Pierachille Zinelli


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