Il licenziamento è ingiusto. Ottiene la reintegrazione

30/11/2007

Argomenti: Licenziamento lavoratore dipendente, Controversie lavoro dipendente

 

Carlo lavora da dodici anni in un ipermercato di Biella, proprietà di un gruppo che ha centri commerciali in tutto il nord Italia. Entrato a suo tempo come semplice banconiere, l'uomo è riuscito a farsi apprezzare fino a diventare il responsabile del settore "Alimenti freschi e congelati", sicuramente il più frequentato dalla clientela locale.

Poteva definirsi soddisfatto e cominciare a raccogliere i frutti di tanta dedizione al lavoro, invece un normale controllo degli ispettori centrali rischia di rovinargli l'esistenza, per delle irregolarità che gli vengono contestate e che creano una spirale di malintesi. Fino alla decisione più assurda ed estrema: la società, nonostante gli ottimi trascorsi di Carlo, tiene conto solo delle annotazioni degli ispettori e decide di licenziarlo.

Carlo resta scioccato, per un trattamento che ritiene ingiusto e perché sa bene che alla sua età (45 anni) non è facile trovare posti come quello che è costretto a lasciare, con tanto di note di demerito. Superato il momento di smarrimento, Carlo ricorda che qualche anno prima il suo assicuratore gli aveva consigliato di stipulare una polizza di Tutela Legale per la famiglia che, tra le altre cose, prevedeva la possibilità di avere copertura assicurativa anche in controversie concernenti il rapporto di lavoro dipendente.

Rinfrancato da questo pensiero, Carlo contatta immediatamente il proprio agente di assicurazioni, il quale gli conferma il diritto di usufruire delle garanzie previste nella sua polizza "Famiglia Protetta". Come passo successivo, incarica un avvocato esperto in diritto del lavoro di esaminare il suo caso, e riceve buone rassicurazioni sul possibile esito della causa. Il giudice, infatti, stabilisce che il licenziamento è illegittimo, ordina la reintegrazione di Carlo nel proprio posto di lavoro e condanna la società al pagamento della retribuzione, maturata dal giorno del licenziamento sino a quello dell'effettiva reintegrazione. Al dipendente dell'ipermercato vengono, inoltre riconosciuti i contributi assistenziali e previdenziali pregressi.

 

Così la disoccupazione fa meno paura

Anche il ministro Antonio Marzano ne ha sollecitato l'introduzione. Una polizza anti-disoccupazione può tutelare i lavoratori dipendenti sul piano economico e sul fronte legale.
Il problema è di grande attualità, considerata la grave incertezza produttiva e occupazionale in cui continua a versare il nostro Paese, e tenuto conto che certe garanzie contrattuali non saranno più "eterne".

Un rapporto di lavoro può interrompersi per dimissioni volontarie del lavoratore o per licenziamento da parte del datore di lavoro. Ci sono termini e modi stabiliti per il preavviso, ma qui vogliamo ricordare la diversa tutela del lavoratore prevista, a seconda che l'azienda che licenzia abbia fino a 15 dipendenti o in numero superiore.

Se il lavoratore impugna il licenziamento e il giudice ritiene illegittimo il provvedimento del datore di lavoro, questi, se è a capo di un'azienda fino a 15 dipendenti, può scegliere tra riassumere il lavoratore o risarcirlo del danno con un importo compreso tra le 2,5 e le 6 mensilità. Se invece i dipendenti sono in numero superiore, è lo stesso lavoratore che può scegliere tra un'indennità fino a 10 o 14 mensilità, o la reintegrazione in servizio. Ed essere reintegrato, diversamente dalla riassunzione, significa percepire tutti gli stipendi arretrati dalla data di licenziamento.

Anche per questo motivo, chi è contrario alla modifica dell'art.18 dello Statuto dei lavoratori sostiene che molte aziende rinuncerebbero ad aumentare lavoro e livelli occupazionali, per non essere costrette a reintegrare i lavoratori in caso di licenziamento.

Di fatto, con il perdurare della crisi economica e la flessibilità imposta ormai in tutti i settori produttivi, terziario compreso, il posto di lavoro fisso è diventato una chimera. E perdere l'occupazione rappresenta un pericolo reale, una preoccupazione viva. All'estero esistono da tempo polizze da "perdita dell'impiego", i grossi dirigenti si rivolgono ai Lloyds di Londra per prodotti su misura; in Italia, ARAG è tra le pochissime Compagnie che offrono tutela legale ai lavoratori dipendenti.

In caso di licenziamento e nelle vertenze di lavoro, una polizza di "difesa legale" a basso costo ed efficiente è sicuramente un valido aiuto.

 

Lavoratore dipendente: assicurazione Famiglia protetta


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