L'approfondimento giuridico: Legge Biagi

19/11/2007

Argomenti: Legge Biagi, Occupazione, Mercato del Lavoro 

 

Il 13 marzo 2003 è entrata in vigore la Legge Biagi (L.14 febbraio 2003, n. 30), legge delega al Governo in materia di occupazione e di mercato del lavoro. La nuova normativa disegna una prima strategia di interventi coerenti, finalizzati soprattutto al raggiungimento di maggiori opportunità di occupazione attraverso la creazione di strutture e figure contrattuali più moderne e adatte alle esigenze dei lavoratori e delle imprese.

Riforma del collocamento
In materia di interposizione e intermediazione nel rapporto di lavoro, la legge 30/2003 introduce una maggiore privatizzazione del sistema del collocamento, che sempre più si svolgerà in regime di competizione e concorrenza tra servizi pubblici e operatori privati autorizzati. Accanto ai centri per l'impiego, altri organismi privati potranno svolgere, a determinate condizioni e con una specifica autorizzazione, tutti i servizi per il mercato del lavoro.
A svolgere attività di intermediazione potranno essere anche enti locali, camere di commercio, università, istituti di scuola secondaria di secondo grado, consulenti del lavoro, enti bilaterali, sindacati e organizzazioni imprenditoriali firmatarie di contratti collettivi nazionali.

Nuova disciplina contrattuale.
Ecco alcuni esempi

  • Job on call (lavoro a chiamata). Il lavoratore indica la sua disponibilità a prestare lavoro nell'arco di un tempo predefinito, anche se l'azienda può limitarsi ad utilizzarlo in funzione del soddisfacimento delle esigenze produttive con un preavviso di 48 ore.
    E' prevista una "indennità" di disponibilità.
  • Il Job sharing (lavoro ripartito) prevede l'assunzione in solido da parte di due o più lavoratori per un'unica ed identica obbligazione lavorativa. Lo stipendio è rapportato alle ore lavorate.
  • Il lavoro occasionale o accessorio consente ad alcune categorie di lavoratori di svolgere piccoli lavori occasionali e ricevere un buono orario "prepagato". La prestazione occasionale non potrà durare più di 30 giorni in un anno.
  • Il contratto di inserimento, che prende il posto del contratto di formazione e lavoro, è indirizzato a giovani tra i 18 e i 29 anni (fino a 32 per i disoccupati di lunga durata), a lavoratori con più di 45 anni privi di occupazione, a chi non abbia lavorato negli ultimi due anni, ai disabili, alle donne residenti nelle aree svantaggiate. Al contratto, la cui durata può variare dai 9 ai 18 mesi, è affiancato un progetto individuale di inserimento, o reinserimento, finalizzato ad adeguare le competenze del lavoratore alle mansioni da svolgere in azienda.
  • Il lavoro a progetto sostituisce il contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Il lavoratore assume stabilmente, senza vincolo di subordinazione, l'incarico di eseguire un progetto o un programma di lavoro o una fase di esso, con lavoro prevalentemente o esclusivamente proprio, concordando direttamente con il committente la durata, le modalità di esecuzione, l'ammontare del corrispettivo.

Elisa Drezza


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