L'approfondimento giuridico: Tempo di saldi

20/11/2007

Argomenti: Saldi, Vendite di fine stagione, Vendite straordinarie

 

Le "vendite di fine stagione" dette anche "saldi", riguardano i prodotti di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non sono venduti entro un certo periodo. Le modalità di svolgimento, la pubblicità, anche ai fini di una corretta informazione del consumatore, i periodi e la durata dei saldi sono disciplinati dalle leggi regionali d'attuazione, sancite dal D.Lgs. n.114/98.
Per "vendite straordinarie" s'intendono le vendite di liquidazione, le vendite di fine stagione e le vendite promozionali nelle quali l'esercente dettagliante offre condizioni favorevoli, reali ed effettive, di acquisto dei propri prodotti.

Prezzi originari e scontati ben visibili
Le principali regole relative ai saldi prevedono che la vendita di fine stagione debba essere preceduta da comunicazione al Comune. Le condizioni favorevoli di acquisto prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario devono essere reali ed effettive. E' previsto, inoltre, che i prodotti esposti per la vendita nelle vetrine esterne o all'ingresso del locale, debbano indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico. I cartellini devono indicare: il prezzo originario, la percentuale di sconto sul prezzo normale di vendita e il prezzo finale di vendita (prezzo scontato).
Alle vendite di fine stagione non si applicano le norme relative alle vendite sottocosto: l'esercente, dunque, è libero di vendere i prodotti anche a prezzo inferiore a quello di acquisto. Il commerciante, pur non avendone l'obbligo legale, continuerà ad accettare i pagamenti con carta di credito e POS secondo i termini delle relative convenzioni.

In caso di difetti
In caso di difetti o mancata corrispondenza del prodotto alle caratteristiche descritte prima della vendita, il cliente ha diritto (ai sensi del D.Lgs. n.24/2002):

  • al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione (a scelta, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all'altro);
  • ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto.

E' bene però precisare che la responsabilità del venditore al dettaglio sorge per il difetto di conformità del bene al contratto esistente al momento della consegna (ma si presume per legge che i difetti che si manifestano entro sei mesi dalla consegna esistessero già a tale data); il venditore è responsabile quando il difetto si manifesta entro due anni dalla consegna del bene.
Il consumatore decade dalla garanzia se non denuncia al venditore il difetto di conformità entro due mesi dalla scoperta (a meno che il venditore non abbia riconosciuto l'esistenza del difetto o non l'abbia occultato).

Non c'è l'obbligo del cambio
Fatta eccezione per i casi di mancata conformità del prodotto, la merce acquistata - in qualsiasi periodo dell'anno, e non solo durante le vendite di fine stagione o "saldi" - non è, da un punto di vista legale, "soggetta a cambio", nel senso che l'acquirente non ha alcun diritto, riconosciuto dalla legge, alla sostituzione della merce. La possibilità di cambiare il capo è lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia affetto da gravi vizi occulti.
In questo caso scatta l'obbligo del cambio o la restituzione del prezzo pagato, nel caso in cui la sostituzione risulti impossibile.

Giulia Venturelli


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