La nuova patente a punti

20/11/2007

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Patente a punti
«Solo poche settimane fa attraversare le caotiche strade italiane era un'impresa spesso disperata e le rotatorie ricordavano una gara automobilistica. Poi è successo l'impossibile». Queste le impressioni, a dire il vero un po' pressappochiste ed irritanti, suscitate in un giornalista del New York Times dall'entrata in vigore del Nuovo Codice della Strada.
Al di là dei facili trionfalismi e degli inevitabili luoghi comuni, l'entrata in vigore del D.L 27 giugno 2003, n.151 (convertito con modifiche dalla L. 1 agosto 2003, n. 214) ha suscitato grande clamore ed attirato notevole attenzione, soprattutto per la cosiddetta "patente a punti". Sin dall'inizio è stato chiaro a tutti che destreggiarsi nella nuova normativa non sarebbe stato facile, per questo cercheremo di focalizzare i punti più controversi e magari meno noti della legge, senza pretese di completezza ma con sguardo veloce e disincantato.

Meno punti ma anche meno soldi...
Innanzitutto: il nuovo istituto della patente a punti, non sostituisce le precedenti sanzioni pecuniarie ed accessorie, bensì vi si affianca integrandone l'efficacia deterrente. Il fine ultimo è quello di verificare la permanenza nel conducente dell'abilità alla guida e della conoscenza delle norme, obbligandolo, qualora vengano esauriti i punti a disposizione, a ripetere l'esame teorico e la prova pratica per l'ottenimento della patente.
Potrà accadere, quindi, che da un bottino ancora "integro" di 20 punti ne vengano tolti 10 (punti) per eccesso di velocità, e contestualmente venga comminata la sanzione amministrativa pecuniaria e quella accessoria del ritiro della patente (e successiva sospensione da uno a tre mesi).
La decurtazione dei punti della patente, può avvenire solo per le violazioni commesse alla guida di veicoli per i quali è prescritta la titolarità della patente: se Tizio, possessore di patente cat.B, passa col rosso in sella alla sua bicicletta o al suo ciclomotore non perderà alcun punto della patente.

Quando c'è un minorenne
Sono circolate voci incontrollate in tema di utilizzo delle cinture di sicurezza, tanto da sollecitare l'intervento di una circolare del Ministero dell'Interno: la decurtazione di 5 punti della patente, quando la violazione riguarda il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza o dei dispositivi di ritenuta da parte del passeggero trasportato, si applica al conducente solo se il passeggero è minorenne e se a bordo del veicolo non è presente chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso.
La violazione commessa dal passeggero maggiorenne, perciò, non comporta sanzione a carico del conducente, ma a carico dello stesso passeggero, senza, tuttavia, decurtazione di punti della patente nei confronti di quest'ultimo.
In sede di contestazione, l'indicazione del punteggio perso deve essere obbligatoriamente riportata sul verbale; se sono contestate più infrazioni, va specificato il numero di punti sottratti per ciascuna violazione. A questo proposito è utile ricordare che se nessuna delle violazioni comporta la sospensione o la revoca della patente e la somma delle decurtazioni supera i 15 punti, al trasgressore vengono sottratti "solo" 15 punti (anche se neopatentato).

Con la patente a punti guai seri per i proprietari incauti
Uno dei punti più controversi e discussi, anche per la sospetta violazione di alcuni principi cardine del nostro ordinamento, riguarda l'addebito della sanzione al proprietario del veicolo, utilizzato per alcune violazioni, nel caso in cui non sia in grado di comunicare i dati personali e gli estremi della patente del conducente, che effettivamente si è reso colpevole dell'infrazione.
In questo modo, l'apparente, allettante soluzione di intestare la vettura a persone giuridiche è bilanciata dall'ulteriore onerosa sanzione prevista se il legale rappresentante della società intestataria, o un suo delegato, non provvede alle comunicazioni di cui sopra.

I corsi di recupero
Sui cosiddetti "corsi di recupero dei punti della patente" si è detto molto: può essere utile ricordare che possono essere tenuti da soggetti privati autorizzati, come le Autoscuole, ma anche da soggetti pubblici come Province o Comuni; che ve ne sono di due tipi: l'uno, della durata di 12 ore, rivolto al cittadino che può recuperare sei punti, l'altro per i conducenti professionali che possono recuperare nove punti.
Non è possibile frequentare più di un corso per ogni comunicazione di decurtazione del punteggio, né frequentare due corsi contemporaneamente; infine sono consentite al massimo quattro ore di assenza che vanno comunque recuperate.

Il premio per chi guida bene
Tutti sanno che per riacquistare i propri 20 preziosi punti (a prescindere dalla frequentazione dei corsi di recupero) sono necessari due anni di condotta integerrima. Meno pubblicità è stata data ad una delle rare norme premianti del nostro ordinamento: se si conserva integro il proprio "bottino" di 20 punti per due anni, si guadagnano 2 punti patente, fino ad un massimo di dieci.
Molto altro rimarrebbe da dire, ma proprio di questi tempi ferve l'attività normativa tesa a dare compiuta applicazione agli schemi generali tracciati dalla nuova legge.
Aspettiamo dunque, chiudendo con le parole del solito, prevenuto giornalista americano: "gli Italiani erano sempre meno disposti a rinunciare all'anarchia al volante come caratteristica nazionale e il governo li ha accontentati".

Pierachille Zinelli

 

 

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