La procedura di risarcimento diretto è sempre al centro dell'attenzione

01/10/2007

Argomenti: Procedura Risarcimento Diretto, Settore Assicurativo RCA

 

Sono trascorsi sette mesi dal fatidico 2 febbraio 2007, data dalla quale è ufficialmente in vigore la procedura di risarcimento diretto. Il travagliato iter legislativo, cominciato con la legge delega 229/03, proseguito con l'emanazione del nuovo Codice delle assicurazioni nel settembre '05 e concluso (al momento) con il regolamento attuativo 254/06, ha rivoluzionato il settore assicurativo RCA con un sistema che presenta ancora margini di miglioramento, sia per alcune imperfezioni nella coerenza del dato normativo sia per l'effettivo raggiungimento degli obiettivi che il legislatore si era prefisso (aumento della concorrenza nel mercato assicurativo, diminuzione dei costi per gli assicurati, aumento dell'efficienza nelle procedure liquidative). In questo senso non cessano di farsi sentire le voci che da subito hanno contrastato il sistema di risarcimento diretto, o quanto meno le modalità operative imposte in sede regolamentare.

Ci sono state roventi polemiche tra le diverse categorie coinvolte con momenti di esplicito attrito, come quando nel gennaio scorso, per l'aumento del carico di lavoro e di responsabilità a carico delle agenzie, il sindacato nazionale agenti di assicurazione aveva minacciato di bloccare l'applicazione della procedura. Su un fronte diverso, l'intera classe forense continua a segnalare l'incostituzionalità della normativa, in particolare per l'esclusione del rimborso delle spese sostenute dal danneggiato per l'assistenza legale. L'Unarca (l'unione nazionale avvocati responsabilità civile automobilistica) ha stilato un "vademecum operativo" nel quale si invitano gli aderenti a sollevare sistematicamente questioni di costituzionalità e istanze di disapplicazione delle norme, ritenute illegittime nei procedimenti civili che si andranno ad iniziare.

La campagna informativa promossa dal ministero dello Sviluppo economico è stata fatta oggetto di un'interrogazione parlamentare, in quanto ritenuta ingannevole addove presenta una "maggiore assistenza" a fronte dell'esclusione del rimborso delle spese per consulenza o assistenza professionale, e una maggiore "brevità e certezza dei tempi" laddove i termini previsti nella nuova procedura sono sostanzialmente identici a quelli previsti dalla procedura tradizionale. In sede legislativa sono stati presentati alcuni emendamenti finalizzati a rendere facoltativo il risarcimento diretto e ad abrogare l'esclusione del rimborso delle spese legali: emendamenti tutti ritirati o respinti in sede di discussione avanti alla X Commissione attività produttive della Camera.

Sulla nuova procedura, insomma, è in corso un dibattito acceso destinato probabilmente a mutarne i contenuti nel volgere di pochi mesi. La macchina applicativa è comunque stata avviata e i cambiamenti non potranno oramai che intervenire in itinere, probabilmente per mano dei giudici chiamati a decidere sulla corretta interpretazione della normativa e sull'eventuale illegittimità costituzionale della stessa. Sono da poco decorsi i termini per instaurare i giudizi relativi ai primi incidenti avvenuti in febbraio e non dovrebbero tardare a consolidarsi i primi orientamenti giurisprudenziali sui punti più dibattuti.

Pierachille Zinelli


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