Mobbing

19/11/2007

Argomenti: Mobbing, Risarcimento danni, Indennizzo lavoratore vittima di mobbing

 

Dopo vent'anni di soddisfazioni ma anche di duro lavoro nell'ufficio acquisti di un'azienda farmaceutica, il dottor Rossi vede stravolta la propria esistenza dall'arrivo del nuovo direttore generale.

Rimproveri ingiustificati, controlli esasperati, compiti troppo gravosi o incarichi svilenti: il pover'uomo si sente preso di mira. Cinque mesi di vessazioni, poi un immotivato ordine di trasferimento con mansioni dequalificate. Il dottor Rossi, che aveva iniziato a soffrire di crisi d'ansia, sente aumentare i sintomi del disagio psichico fino ad entrare in uno stato di depressione che lo costringe ad allontanarsi dal lavoro.

La moglie, preoccupata, decide di intervenire subito attivando la polizza Famiglia Protetta da tempo stipulata. Contatta un famoso avvocato esperto in materia di lavoro il quale, dopo aver sentito il parere di un medico-legale, consiglia di rivolgersi all'INAIL per ottenere il risarcimento dei danni patiti trattandosi di mobbing. L'INAIL all'inizio temporeggia, ma dopo la minaccia di un'azione legale concede allo sfortunato lavoratore l'indennizzo dovuto.

Il dott. Rossi è riuscito quindi a far valere i propri diritti, senza alcuna spesa a proprio carico, in forza della polizza Famiglia Protetta che copre anche le controversie con Istituti o Enti Pubblici di Assicurazioni Previdenziali o Sociali come l'INAIL.

Fabio Picariello

Mobbing, lavoratore dipendente: Famiglia protetta


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