Non c'è solo il carcere

16/11/2007

Il terzo comma dell'art.27 della Costituzione è molto chiaro: "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". Evidentemente, si è voluto porre l'accento sull'esigenza di reinserimento nel tessuto sociale della persona soggetta a pena grazie ad un processo di (ri)acquisizione di corrette norme di convivenza, superando le tradizionali teorie retribuzionistiche (la pena come "espiazione" del male commesso) e general-preventive (la pena come "monito" alla collettività perché nessuno più commetta quel reato).

A tal proposito, cerchiamo di fare una rapida panoramica sul sistema delle pene oggi in vigore. I reati, distinti in delitti e contravvenzioni, sono puniti rispettivamente con pene detentive (reclusione, arresto) e pecuniarie (multa, ammenda). Ma la novità che fece scalpore all'epoca dell'emanazione del codice penale (1930) fu l'introduzione del cosiddetto "doppio binario", per cui alle pene tradizionali furono affiancate le cosiddette misure di sicurezza, strettamente legate alla rieducazione del condannato e presupponendo la pericolosità sociale dello stesso.

Per ragioni di politica carceraria, ma anche per evitare l'effetto criminogeno che può derivare da una permanenza in carcere legata a reati di scarsa rilevanza, con L.689/81 sono state introdotte le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi (semidetenzione; libertà controllata; conversione in pena pecuniaria).

Con L.663/86 sono state poi perfezionate le misure alternative alla detenzione, che agevolando il contatto del condannato con il mondo esterno, dovrebbero rendere più efficace l'opera di risocializzazione (ad es. l'affidamento in prova al servizio sociale, la detenzione domiciliare, la semilibertà).

Pierachille Zinelli

 

Tra delitti e reati.
Per reato si intende la violazione volontaria (dolosa o colposa) di norme di carattere penale, cui la legge risponde comminando sanzioni detentive o pecuniarie. Nell'ambito dei reati, si distinguono i delitti, puniti con la reclusione o la multa, e le contravvenzioni, punite con l'arresto o l'ammenda.
L'illecito amministrativo è invece una violazione cui la legge non ha voluto dare rilevanza penale, in quanto lesione di valori non essenziali della convivenza, bensì di interessi pubblici affidati alla cura della pubblica amministrazione (un esempio per tutti: le violazioni al Codice della Strada).


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