Polizze degli Enti Pubblici

16/06/2008

Argomenti: Polizze Enti Pubblici 

Quando gli amministratori sbagliano

L'articolo 3, comma 59, della legge finanziaria ha suscitato un gran numero di richieste di pareri e di interpretazioni. Ciò è dovuto al fatto che è messa in discussione una materia assai delicata, poiché riguarda la stipulazione di polizze con le quali un ente pubblico fornisce copertura assicurativa a favore dei propri amministratori per i rischi derivanti dall'espletamento di compiti istituzionali, e riguardanti la responsabilità per danni arrecati allo Stato o a enti pubblici e per la responsabilità contabile.

Non mancano motivi di incertezza che inducono i commentatori alla prudenza nella stesura di pareri. Innanzitutto non appare del tutto chiara la portata dell'espressione "ente pubblico", anche se prevale l'interpretazione di considerare tali gli enti le cui funzioni sono soggette alla giurisdizione della Corte dei Conti. La stessa espressione "amministratori" lascia spazio a dubbi interpretativi. Il comune orientamento è quello di ricomprendere tra questi anche i dipendenti dell'ente. Tale equiparazione appare, tuttavia, come una forzatura anche perché per questa categoria di soggetti si erano già espressi in modo uniforme sia il legislatore sia la magistratura contabile.

La norma è molto chiara quando, nel concreto, dichiara nulli i contratti di assicurazione destinati a coprire i suddetti rischi e concede, in via transitoria, che i contratti esistenti alla data di entrata in vigore della legge conservino efficacia solo fino al 30 giugno 2008. É importante ricordare che nella specifica materia sono state numerose le prese di posizione della Corte dei Conti al punto che la dottrina parla in modo uniforme di "orientamento consolidato". Esso esclude la possibilità che gli enti utilizzino denaro pubblico per assicurare gli amministratori e fronteggiare le conseguenze economiche che su di essi ricadono, quando sia accertato un danno erariale. E qui va rapidamente segnalato che lo spirito della norma non va nella direzione di considerare inassicurabile il rischio, ma che esso non può essere coperto utilizzando risorse della collettività. Diverso è il caso delle polizze di responsabilità civile con cui lo Stato o un altro ente pubblico trasferisce sull'assicuratore il rischio del verificarsi di un danno a cui l'ente stesso è tenuto a rispondere. Risultano invece lesive per l'amministrazione le polizze destinate ad assicurare eventi per i quali l'ente stesso non è tenuto a rispondere, e che quindi non rappresentano un rischio per il medesimo ente: è il caso della responsabilità nei giudizi avanti la Corte dei Conti, laddove cioè solo il singolo soggetto risponde davanti ai giudici contabili. Permane tuttavia incertezza interpretativa di carattere generale al punto che appare prudente la stipulazione, da parte degli amministratori interessati, di una polizza assicurativa distinta e autonoma rispetto alla polizza stipulata eventualmente dall'ente.

La norma offre buone opportunità per la Tutela Legale poiché consente all'ente e agli amministratori la stipulazione consapevole di una copertura assicurativa per coprire validamente nulla di più e nulla di meno del rischio di propria competenza, evitando inutili sovrapposizioni o, peggio, l'illegittimità.

Marco Viscovi


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