Pratiche commerciali sleali - Due nuovi decreti a tutela del consumatore

16/01/2008

Argomenti: Pratiche commerciali sleali, Tutela dei consumatori, Pubblicità ingannevole, Pubblicità comparativa, Autorità garante della concorrenza e del mercato 

 

Lo scorso 21 settembre sono entrati in vigore due importanti decreti legislativi a tutela dei consumatori, che recepiscono la direttiva comunitaria 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali.

Il primo, il decreto 145 del 2 agosto 2007 che disciplina in particolare i rapporti tra imprese, introduce nel nostro ordinamento nuove disposizioni sulla pubblicità ingannevole e sulle condizioni di liceità della pubblicità comparativa, definendo ingannevole la pubblicità che in qualsiasi modo può indurre in errore le persone alle quali è rivolta, pregiudicando il loro comportamento economico o la lealtà della concorrenza. Quanto alla pubblicità comparativa, il decreto stabilisce che questa debba sempre confrontare beni o servizi che soddisfino uguali bisogni o che si pongano gli stessi obiettivi, senza causare confusione tra i diversi concorrenti e senza denigrare o causare discredito ad altri marchi. All'Autorità garante della concorrenza e del mercato vengono attribuiti specifici compiti di verifica e di controllo dell'attività pubblicitaria, nonché opportuni poteri di sospensione e sanzioni nei confronti degli operatori pubblicitari che dovessero violare le norme in questione.

Il decreto legislativo 146 del 2 agosto 2007 regola, invece, le pratiche commerciali nei rapporti tra imprese e consumatori e amplia il campo delle condotte commerciali illecite. Vengono definite tali, infatti, qualsiasi azione, omissione, condotta, dichiarazione o comunicazione commerciale contraria alla diligenza professionale, ovvero non veritiera o comunque idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore medio cui è rivolta, inducendolo a scelte che altrimenti non avrebbe fatto.

In particolare, in base alle nuove disposizioni normative è vietato effettuare visite non gradite a casa del consumatore; effettuare ripetute sollecitazioni commerciali per telefono, posta elettronica o altro mezzo; far credere al consumatore che un determinato prodotto sarà disponibile al prezzo proposto solo per un periodo limitato; far credere al consumatore di poter vincere un premio in caso di acquisto di un prodotto, quando in realtà il premio non esiste; esortare i bambini a convincere i genitori all'acquisto di un prodotto reclamizzato; descrivere come gratuito un prodotto quando in realtà saranno addebitati al consumatore altri costi (es. per la spedizione); pubblicizzare un prodotto dando false informazioni sulla sua qualità o sui prezzi di mercato; affermare falsamente che un prodotto ha capacità di curare malattie; dare l'impressione al consumatore di non poter lasciare un locale senza prima acquistare un prodotto; far credere al consumatore che in caso di mancato acquisto sia in pericolo l'attività lavorativa del venditore.

Inoltre, vengono rafforzate le competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, stabilendo la procedibilità d'ufficio degli interventi volti ad inibire la continuazione di pratiche commerciali sleali e rendendo più rapido l'intervento sanzionatorio.

Elisa Drezza


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