Quale giustizia per gli italiani

03/05/2010

di Marco Viscovi

La Giustizia italiana sembra ancora incapace di dare risposte in tempi certi alla richiesta di tutela e certezza del diritto dei cittadini. è questo il primo dato che emerge dalla presentazione del primo Pit Giustizia (Progetto integrato sul territorio) curato dall'associazione Cittadinanzattiva con il sostegno di ARAG. Tutti gli attori del Sistema giustizia escono sconfitti: Governo, Parlamento, Pubblica amministrazione, ma anche magistrati, consulenti tecnici e avvocati.

La sensazione che si prova leggendo i dati raccolti da Cittadinanzattiva (quasi duemila i contatti esaminati) è che il cittadino attraversi una sorta di smarrimento all'interno delle diverse facce che il sistema giudiziario assume, e che debba affrontare il rapporto con questa realtà con una continua ricerca di chiarezza e di informazioni. Al primo posto delle richieste troviamo l'esigenza di consulenza, intesa come un sostegno concreto per capire come muoversi per gestire i diversi problemi. Al secondo posto la richiesta di maggiori informazioni sul funzionamento delle leggi e sulle procedure da seguire. Gli italiani vivono con difficoltà la carenza di informazioni e orientamento rispetto a due importanti questioni: il rapporto con gli avvocati e l'accesso al sistema giudiziario (anche sovranazionale) manifestando un profondo senso di sfiducia nei confronti del sistema giudiziario nel suo complesso.

L'aspetto più spinoso riguarda la salute e la gestione delle problematiche legali riferite agli errori dei medici; seguono poi i problemi legati ai consumi con i contenziosi con le banche, le assicurazioni, i trasporti, quindi il lavoro, la famiglia, i servizi pubblici e la scuola.

Per quanto riguarda la provenienza geografica di questo malessere troviamo che al Sud, dopo l'area della salute, i cittadini sono preoccupati per i rapporti con la Pubblica amministrazione. Mentre le questioni familiari, con separazioni, divorzi e affidamenti, sono le problematiche maggiormente presenti al Centro e al Nord dell'Italia. Il primo tra i diritti violati è quello all'informazione, quindi il diritto a un processo celere, il diritto all'accesso, il diritto alla qualità, il diritto al rispetto e il diritto a strutture adeguate.

La Giustizia italiana risulta ingolfata, inaccessibile e costosa. Le soluzioni su cui la politica ancora oggi discute animatamente e si confronta aspramente, non producono effetti sulla realtà quotidiana dei tribunali e non migliorano la condizione dei cittadini che li frequentano. In estrema sintesi, potremmo dire che i cittadini che si rivolgono al Servizio Pit Giustizia di Cittadinanzattiva si sentono abbandonati al loro destino: da un lato si scontrano con Tribunali che non comunicano, dall'altra con legali che non sanno o non vogliono "parlare" con i propri clienti. Tutto ciò alimenta un grande senso di sfiducia nei confronti della Giustizia italiana.

In questo panorama caratterizzato da molte ombre, si evidenzia invece che i clienti ARAG, grazie a un servizio attento alle loro esigenze, hanno una percezione differente e migliore, e che il loro rapporto con gli avvocati permette di avere un atteggiamento più consapevole e maturo con le questioni della giustizia.


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