Risarcibilità del danno ingiusto

11/10/2006 - Elisa Drezza

Come è noto, qualsiasi evento pregiudizievole può provocare un danno, influendo direttamente o indirettamente sulla situazione patrimoniale di un soggetto.

L'art. 2043 C.C. ha progressivamente esteso la portata della risarcibilità del danno ingiusto; nel caso, per esempio, del danno patito dal datore di lavoro in seguito a un incidente stradale che abbia visto vittima il proprio dipendente, costretto ad assenza forzosa, la Giurisprudenza ha progressivamente riconosciuto il diritto all'azione di rivalsa del datore stesso nei confronti di chi abbia provocato tale danno.

La Corte di Cassazione in un primo momento ha riconosciuto la possibilità di ottenere un risarcimento, per la sostituzione del lavoratore assente con altra persona, escludendo però la risarcibilità dei danni costituiti dal versamento dei contributi assicurativi, dalla corresponsione nei giorni di assenza della retribuzione e dell'indennità integrativa di malattia.

Una successiva pronuncia, invece, ha stabilito che il responsabile delle lesioni personali di un lavoratore dipendente sia tenuto a risarcire il datore di lavoro anche per l'ammontare delle retribuzioni e dei contributi, pagati al dipendente infortunato, salvo prova del maggior danno. Recentemente, la Cassazione è arrivata a riconoscere come legittima l'azione diretta del datore di lavoro nei confronti dell'assicuratore del responsabile del danno, per ottenerne il risarcimento. La Corte ha infatti sostenuto che "nella nozione di danneggiato dalla circolazione di veicolo o natante soggetti all'obbligo assicurativo, in relazione al quale l'art. 18 della legge 990/1969 prevede azione diretta contro l'assicuratore, vanno incluse non soltanto le persone direttamente e fisicamente coinvolte nell'incidente, ma tutte quelle che abbiano subito un danno in rapporto di derivazione causale con l'incidente medesimo".

(Cass. Sez. Lav. 13549/2003)

Elisa Drezza


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