Transazioni commerciali - Un decreto legge contro i ritardi nei pagamenti

28/03/2007

Argomenti: Transazioni Commerciali, Ritardi Pagamenti

 

La Commissione europea valuta che i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali siano quantificabili in 90 miliardi di euro l'anno, rappresentando così un valore di 10,8 miliardi di euro di interessi perduti. I termini di pagamento variano da una media di circa 32 giorni nei paesi scandinavi a 78 giorni nel sud d'Europa.

Questi dati evidenziano che i ritardi, oltre a danneggiare le imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, impediscono il buon funzionamento del mercato interno. In particolare, il grande divario tra gli stati dell'Unione Europea, con riferimento ai termini contrattuali di pagamento, costituisce un ostacolo al buon funzionamento del mercato interno limitando le transazioni commerciali.

L'eccessivo ritardo nell'adempimento delle obbligazioni impone alle imprese pesanti oneri finanziari e amministrativi contribuendo, con i problemi conseguenti al difetto di solvibilità, alla contrazione dei posti di lavoro. Prima dell'entrata in vigore del decreto che prenderemo in esame, il ritardo nel pagamento poteva costituire una violazione contrattuale finanziariamente attraente per i debitori, ciò in ragione dei bassi livelli dei tassi degli interessi di mora, come anche della lentezza delle procedure per il recupero del dovuto che garantivano un'autentica dilazione al pagamento. A questo problema ha posto rimedio il Decreto legislativo 9 Ottobre 2002 n. 231, che prevede l'applicazione di interessi che decorrano in modo automatico, e quindi anche senza la specifica previsione contrattuale, nel caso in cui il pagamento venga ritardato.

L'ambito di applicazione del decreto è quello di ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale. Il decreto stabilisce che gli interessi decorrano, automaticamente, dal giorno successivo alla scadenza del termine contrattualmente stabilito per il pagamento. Nel caso, invece, in cui il contratto non preveda alcun termine di scadenza, questi decorreranno, senza che sia necessaria alcuna "messa in mora", dal trentesimo giorno decorrente dalla data di ricevimento della fattura.

L'attuale legge prevede la legittimazione ad agire delle associazioni di categoria degli imprenditori presenti nel consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (Cnel), in rappresentanza delle piccole e medie imprese. L'attuale saggio degli interessi, che viene determinato in relazione ai tassi di rifinanziamento della banca centrale europea e che viene pubblicato semestralmente sulla Gazzetta ufficiale, per il periodo di luglio/dicembre 2006 corrisponde al 9.83%.

Olivia Flaim


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