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24/03/2020

Il DPCM del 10 marzo 2020 ha di fatto chiuso l’intero territorio nazionale in una macroarea dalla mobilità ridotta.

Con tale decreto denominato #iorestoacasa - confermato ed integrato dal DPCM del 1 aprile 2020 - si ribadisce, per contrastare il diffondersi del Coronavirus, l’importanza di circolare solo in caso di necessità.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e di capire quali sono le limitazioni introdotte, valide per chiunque si trovi sul territorio nazionale (compresi, pertanto, anche turisti, studenti e lavoratori stranieri).

Fatto salvo il divieto assoluto di uscire dalla propria abitazione rivolto a chi è sottoposto alla quarantena o è risultato positivo al coronavirus, sull’intero territorio nazionale è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Gli unici spostamenti consentiti sono legati a:
• comprovate esigenze lavorative;
• motivi di salute;
• situazioni di necessità, per spostamenti all'interno dello stesso comune;
• assoluta urgenza, per trasferimenti in comune diverso.

Precisiamo che le Regioni possono emanare Ordinanze che prevedono, all’interno del proprio territorio, restrizioni più rigide rispetto ai provvedimenti nazionali.

Tutti questi spostamenti devono essere giustificati attraverso un modello di autodichiarazione che bisognerà compilare e consegnare alle autorità. Chi esce di casa senza giustificato motivo può essere denunciato alle autorità di pubblica sicurezza.

Come giustificare lo spostamento?

Chiunque voglia uscire di casa per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di necessità, dovrà giustificare il proprio spostamento alle autorità. Ma come? Semplice: compilando l’autodichiarazione fornita dal Governo, che potrete scaricare da qui, e consegnandola all’Autorità in caso di controllo.



ATTENZIONE: l’unica autocertificazione valida è quella cartacea, eventualmente scritta di proprio pugno qualora non sia possibile stampare il modulo. La Polizia Postale ha precisato che l’utilizzo di servizi on-line o applicazioni per smartphone che sostituirebbero la autocertificazione cartacea non è valido.

L’autocertificazione deve infatti essere firmata sia dal cittadino sottoposto al controllo che dall’operatore di polizia, previa identificazione del dichiarante. L’autocertificazione va inoltre acquisita in originale dall’operatore che effettua il controllo, per le successive verifiche.



Di che cosa si tratta?
Si tratta di un documento importantissimo da stampare e tenere sempre con sé, pena il rischio di essere denunciato alle autorità e di incorrere in reato.
Quindi fino al 13 aprile 2020 (data in cui le restrizioni dovrebbero avere fine, salvo ulteriore proroga), chi intende uscire di casa dovrà giustificare la propria condotta.

Come si compila?
La compilazione dell’autodichiarazione per spostamenti è molto semplice:
Nella prima parte dovranno essere inserite le generalità: nome, cognome, residenza, numero di documento d’identità, numero di telefono.

Successivamente, dovrà essere specificato il tragitto che si sta compiendo: indicando la località di provenienza e quella di destinazione.

Dovrà poi essere spuntata la casella corrispondente al motivo che giustifica lo spostamento, scegliendo tra: comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per spostamenti all'interno dello stesso comune), assoluta urgenza (per trasferimenti in comune diverso), motivi di salute.
Infine, dovrà essere specificata brevemente la ragione dello spostamento, inserendo qualche ulteriore dettaglio.

Si precisa che gli spostamenti per esigenze lavorative riguarderanno esclusivamente i lavoratori appartenenti ai settori produttivi considerati essenziali.

Al termine, l'autodichiarazione dovrà essere sottoscritta assumendo la responsabilità di ciò che è stato affermato.

Devo sempre portare con me l’autodichiarazione?
Sì, in tutti i casi in cui lo spostamento sia necessario per le comprovate ragioni di lavoro, salute o necessità.

Quando è possibile uscire?

È possibile uscire per andare al lavoro?

Sì, ma solamente qualora l’attività svolta rientri tra quelle considerate essenziali. In tutti gli altri casi è consentito esclusivamente il lavoro a distanza. I transfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa.

 

È possibile uscire per andare a fare la spesa?

Si, da parte di un solo componente del nucleo familiare. I supermercati e i negozi di quartiere resteranno aperti. Occorrerà rispettare le dovute misure precauzionali.
Sono consentiti gli spostamenti per fare la spesa presso i punti vendita prossimi alla propria abitazione e comunque all'interno del comune di residenza.
È possibile uscire anche per acquistare beni diversi da quelli alimentari, ma solo se si tratta di beni necessari (ad es.: le lampadine che si sono fulminate).

 

È possibile uscire per andare in farmacia?

Sì, si tratta di una situazione di necessità. La chiusura non è disposta per farmacie e parafarmacie. Anche in questi casi, il gestore è chiamato a garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

 

È possibile muoversi per assistere anziani e persone non autosufficienti?

Sì, si tratta di una situazione di necessità.

 

Le persone separate / divorziate possono muoversi per andare a trovare i figli?

Sì, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio.

 

È possibile muoversi per andare a trovare parenti o amici?

No, in quanto si tratta di uno spostamento non necessario.

 

È possibile muoversi per andare in piscina o in palestra o in altri luoghi di svago?

No. Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi; discoteche; cinema; teatri; biblioteche. Chiusi anche gli impianti sciistici.

L’attività motoria all’aperto è invece consentita purché non in gruppo e solo se esercitata in prossimità della propria abitazione.

 

È possibile uscire per portare fuori il cane?

Sì, è consentita la gestione quotidiana degli animali domestici (esigenze fisiologiche e veterinarie dell’animale) ma solo in prossimità della propria abitazione.

 

È possibile uscire per fare una passeggiata con i figli minori?

È vietato andare a passeggiare (cioè non è autorizzata l’ora d’aria del passeggio coi bambini), ma è consentito camminare in prossimità della propria abitazione per raggiungere il posto dove fare la spesa, dove acquistare i generi necessari oppure per andare in farmacia.

 

È possibile andare al parco o ai giardini pubblici?

No, è vietato l’accesso del pubblico a parchi, ville, aree gioco e ai giardini pubblici e non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto.

È invece consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona.

 

È possibile andare al bar o al ristorante?

No. Le attività di ristorazione e bar sono sospese. Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio.

Cosa rischia chi esce di casa per motivi diversi da quelli indicati nel DPCM?

Quali sono i reati contestabili e le sanzioni applicabili a chi esce di casa senza giustificato motivo o dichiarando il falso?

Il Decreto Legge n.19 del 25.03.2020 dispone che – salvo che il fatto costituisca reato – chi si muove senza comprovati motivi sia punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro.

Nel caso in cui il divieto di circolazione venga violato alla guida di un veicolo, la sanzione viene aumentata di un terzo dell’importo (quindi va da un minimo di euro 533,33 ad un massimo di 4.000 euro), senza però il fermo amministrativo del proprio veicolo.

Diversamente da quanto precedentemente disposto, a partire dal 26 marzo 2020, non si applicano più le sanzioni contravvenzionali previste dall'articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento dell’autorità) o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità.

La norma ha valore retroattivo. Le disposizioni che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente all'entrata in vigore del decreto, ma in tali casi le sanzioni amministrative sono applicate nella misura minima ridotta della metà.

Il decreto ha anche introdotto una modifica della norma che punisce i comportamenti contro la salute pubblica. La violazione intenzionale del divieto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è sempre punita ai sensi dell'articolo 452, primo comma, n. 2, del Codice Penale ma con la pena dell’arresto da 3 mesi a 18 mesi e con l’ammenda da euro 500 a euro 5.000.

Resta ferma la possibilità di incorrere anche nei reati di:
• falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale, che comporta la reclusione da uno a sei anni;
• epidemia, che comporta la pena dell’ergastolo per chiunque cagioni un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni.

 

I controlli possono essere effettuati dalle forze di Polizia (ma anche, potenzialmente, dai Vigili del fuoco e dalle Forze armate) lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema trasporti.
Sono previsti controlli in autostrada (da parte della Polizia stradale), sulla viabilità ordinaria (Carabinieri e Polizia municipale), sulle ferrovie (Polizia ferroviaria, in collaborazione con Autorità sanitarie e Protezione civile), negli aeroporti. La verifica sulla veridicità delle dichiarazioni può avvenire successivamente.

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