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19/05/2020

Il DPCM del 10 marzo 2020 aveva di fatto chiuso l’intero territorio nazionale in una macroarea dalla mobilità ridotta.

Con tale decreto denominato #iorestoacasa - confermato ed integrato dal DPCM del 1 aprile 2020 prima e dal DPCM del 26 aprile 2020 poi - si ribadiva, per contrastare il diffondersi del Coronavirus, l’importanza di circolare solo in caso di necessità.

Il successivo DPCM 17 maggio 2020 ha di fatto avviato la fase 2 dell’emergenza epidemiologica stabilendo le nuove regole per le riaperture delle attività produttive e gli spostamenti che si applicheranno dal 18 maggio fino al 14 giugno 2020. Le norme, stabilite a livello nazionale, potranno essere ampliate o ristrette dalle Regioni in base alle specifiche situazioni territoriali e all'andamento della curva dei contagi.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e di capire quali sono le limitazioni attualmente in essere, valide per chiunque si trovi sul territorio nazionale (compresi, pertanto, anche turisti, studenti e lavoratori stranieri).

Rimane innanzitutto fermo il divieto assoluto di uscire dalla propria abitazione rivolto a chi è sottoposto alla quarantena, a chi è risultato positivo al coronavirus o chi abbia una sintomatologia da infezione respiratoria o febbre maggiore di 37,5°, sull’intero territorio nazionale è ancora vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

IN REGIONE

A partire dal 18 maggio, gli spostamenti delle persone all’interno del territorio della stessa regione non sono soggetti ad alcuna limitazione, ma sempre nel rispetto del distanziamento sociale di almeno un metro e dell’utilizzo di protezioni delle vie respiratorie. Lo Stato o le Regioni, possono comunque adottare o reiterare misure limitative della circolazione all’interno del territorio regionale relativamente a specifiche aree interessate da un particolare aggravamento della situazione epidemiologica.

FUORI REGIONE

Fino al 2 giugno restano vietati gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, così come quelli da e per l’estero, salvo che per:
1. comprovate esigenze lavorative;
2. assoluta urgenza;
3. situazione di necessità;
4. motivi di salute.

Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Tutti questi spostamenti devono essere giustificati attraverso un modello di autodichiarazione da compilare e consegnare alle autorità.

A decorrere dal 3 giugno, gli spostamenti tra regioni diverse potranno essere limitati solo con provvedimenti statali, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, tenendo conto dei principi di adeguatezza e di proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree.

Come giustificare lo spostamento fuori regione?

Chiunque debba uscire dalla propria regione per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di necessità, dovrà giustificare il proprio spostamento alle autorità. Ma come? Semplice: compilando l’autodichiarazione fornita dal Governo, che potrete scaricare da qui, e consegnandola all’Autorità in caso di controllo.



ATTENZIONE: l’unica autocertificazione valida è quella cartacea, eventualmente scritta di proprio pugno qualora non sia possibile stampare il modulo. La Polizia Postale ha precisato che l’utilizzo di servizi on-line o applicazioni per smartphone che sostituirebbero la autocertificazione cartacea non è valido.

L’autocertificazione deve infatti essere firmata sia dal cittadino sottoposto al controllo che dall’operatore di polizia, previa identificazione del dichiarante. L’autocertificazione va inoltre acquisita in originale dall’operatore che effettua il controllo, per le successive verifiche.



Di che cosa si tratta?
Si tratta di un documento importantissimo da stampare e tenere sempre con sé, pena il rischio di essere denunciato alle autorità e di incorrere in reato.
Quindi fino al 3 giugno 2020 (data in cui le restrizioni dovrebbero avere fine), chi intende spostarsi da una regione ad un'altra dovrà giustificare la propria condotta.

Come si compila?
La compilazione dell’autodichiarazione per spostamenti è molto semplice:
Nella prima parte dovranno essere inserite le generalità: nome, cognome, residenza, numero di documento d’identità, numero di telefono.

Successivamente, dovrà essere specificato il tragitto che si sta compiendo: indicando la località di provenienza e quella di destinazione.

Dovrà poi essere spuntata la casella corrispondente al motivo che giustifica lo spostamento, scegliendo tra: comprovate esigenze lavorative, motivi di salute, assoluta urgenza o situazioni di necessità.
Infine, dovrà essere specificata brevemente la ragione dello spostamento, inserendo qualche ulteriore dettaglio.

Al termine, l'autodichiarazione dovrà essere sottoscritta assumendo la responsabilità di ciò che è stato affermato.

Devo sempre portare con me l’autodichiarazione?
Sì, in tutti i casi in cui lo spostamento da una regione ad un'altra sia necessario per le comprovate ragioni di lavoro, salute, urgenza o necessità.
Il Ministero dell’Interno con circolare del 2 maggio 2020 ha precisato che la giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrate la condizione dichiarata.

Dove si può andare e a quali condizioni

Il DPCM elimina ogni limite alla circolazione delle persone all’interno di ciascuna regione e consente la riapertura delle attività produttive e degli esercizi commerciali.
Fissa però delle condizioni alle quali è necessario attenersi per compiere determinate attività.

 

Visite agli amici

È possibile fare visita agli amici purché venga rispettato il divieto di assembramento, il distanziamento di almeno un metro e vengano indossate le protezioni delle vie respiratorie.

 

Piscina e palestra

Dal 25 maggio riaprono piscine e palestre. Ci si può allenare mantenendo i due metri di distanza interpersonale.
In piscina per ogni nuotatore è previsto uno spazio minimo di sette metri quadri.

Le strutture devono redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (es. con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni. Deve inoltre essere conservato l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni. Alle singole Regioni è stata tuttavia lasciata la possibilità di anticipare o posticipare l’apertura della struttura.

 

Attività fisica

L’attività sportiva all’aperto è consentita, purché svolta individualmente e comunque nel rispetto della distanza di sicurezza di almeno due metri. La semplice attività motoria, sempre da svolgere individualmente, richiede invece un distanziamento di almeno un metro.

Restano vietate tutte quelle attività fisiche di squadra o di gruppo e quelle, come le arti marziali, in cui è previsto un contatto personale.

 

Bar e ristoranti

Dal 18 maggio hanno riaperto bar e ristoranti. Le attività delle strutture ricettive possono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni e comunque garantendo il rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive.

 

Luoghi di culto

L’accesso presso i luoghi di culto è consentito solo nel rispetto della distanza di almeno un metro e di una serie di disposizioni volte a evitare assembramenti e contatti a rischio. Le celebrazioni delle funzioni religiose con la partecipazione di persone si devono svolgere nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal governo e dalle rispettive confessioni.

 

Parrucchieri e centri estetici

L’accesso è consentito solo su prenotazione. È fatto obbligo di mantenere il distanziamento sociale tra i clienti di almeno un metro.
Per i servizi di estetica l’operatore deve indossare la visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola.

 

Shopping e centri commerciali

In tutte le regioni italiane gli esercizi commerciali hanno riaperto dal 18 maggio. Molti con orari diversi rispetto al solito, secondo le fasce decise dalle amministrazioni comunali per evitare ore di punta sui mezzi pubblici, che funzionano a capienza limitata.

L'ingresso nei negozi deve essere contingentato a seconda delle dimensioni dei locali, sarà obbligatorio l'uso della mascherina.
Se si vuole provare qualche capo di abbigliamento sarà possibile indossando mascherina e guanti puliti.
Il comitato tecnico scientifico ha ritenuto che non sia necessario sanificare gli abiti dopo l’uso.

 

Accesso a parchi giochi e centri estivi

La riapertura delle aree giochi di parchi, ville, giardini, spiagge spetta ai sindaci cui spetta stabilire le regole di fruizione.
Dal 15 giugno ripartono le attività dei centri estivi.

 

Spiagge

In spiaggia deve essere garantita una superficie di almeno 10 metri quadri attorno a ciascun ombrellone e assicurato il distanziamento tra le attrezzature (lettini e sdraio) di almeno 1,5 metri.
Le attrezzature devono essere sanificate ad ogni nuovo cliente e comunque al termine della giornata.
Sulle spiagge libere devono essere rispettate le stesse misure di distanziamento previste per gli stabilimenti.

 

Alberghi e hotel

Le prenotazioni devono essere gestite on line, mentre check-in e check-out devono essere automatizzati ove possibile.
Il personale dipendente deve indossare sempre la mascherina in presenza dei clienti e comunque quando non sia possibile mantenere la distanza interpersonale minime di un metro.

 

Musei, archivi e biblioteche

Le strutture devono redigere un programma degli accessi pianificato (es. con prenotazione online o telefonica) che preveda il numero massimo di visitatori presenti e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazione. Quando opportuno, devono essere predisposti percorsi ed evidenziate aree, anche con segnaletica sul pavimento, per favorire il distanziamento interpersonale e che prevedano una separazione tra ingresso e uscita.

Eventuali audioguide o supporti informativi possono essere utilizzati solo se adeguatamente disinfettati al termine di ogni utilizzo.

 

Cinema e teatro

La riapertura è prevista per il 15 giugno con le regole di distanziamento sociale che erano già state messe in atto prima del lockdown, dunque poltrone almeno alternate, posti pre-assegnati e ingressi e uscite separati.
Negli spazi al coperto non potranno esserci più di 200 persone, 1.000 negli spazi all'aperto.

Utilizzo dei sistemi di protezione delle vie respiratorie

Come devono comportarsi i cittadini quando escono di casa?

Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, su tutto il territorio nazionale è fatto obbligo ai cittadini di utilizzare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie nei luoghi confinati aperti al pubblico inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte quelle occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza.

Non sono soggetti a tale obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina, ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti.

Possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e – al contempo – garantire confort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.

Cosa rischia chi esce di casa per motivi diversi da quelli indicati nel DPCM?

Quali sono i reati contestabili e le sanzioni applicabili a chi fino al 2 giugno si sposta da una regione all'altra senza giustificato motivo o dichiarando il falso?

Il Decreto Legge n.19 del 25.03.2020 dispone che – salvo che il fatto costituisca reato – chi si muove senza comprovati motivi sia punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro.

Nel caso in cui il divieto di circolazione venga violato alla guida di un veicolo, la sanzione viene aumentata di un terzo dell’importo (quindi va da un minimo di euro 533,33 ad un massimo di 4.000 euro), senza però il fermo amministrativo del proprio veicolo.

Diversamente da quanto precedentemente disposto, a partire dal 26 marzo 2020, non si applicano più le sanzioni contravvenzionali previste dall'articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento dell’autorità) o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità.

La norma ha valore retroattivo. Le disposizioni che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente all'entrata in vigore del decreto, ma in tali casi le sanzioni amministrative sono applicate nella misura minima ridotta della metà.

Il decreto ha anche introdotto una modifica della norma che punisce i comportamenti contro la salute pubblica. La violazione intenzionale del divieto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è sempre punita ai sensi dell'articolo 452, primo comma, n. 2, del Codice Penale ma con la pena dell’arresto da 3 mesi a 18 mesi e con l’ammenda da euro 500 a euro 5.000.

Resta ferma la possibilità di incorrere anche nei reati di:
• falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale, che comporta la reclusione da uno a sei anni;
• epidemia, che comporta la pena dell’ergastolo per chiunque cagioni un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni.

 

I controlli possono essere effettuati dalle forze di Polizia (ma anche, potenzialmente, dai Vigili del fuoco e dalle Forze armate) lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema trasporti.
Sono previsti controlli in autostrada (da parte della Polizia stradale), sulla viabilità ordinaria (Carabinieri e Polizia municipale), sulle ferrovie (Polizia ferroviaria, in collaborazione con Autorità sanitarie e Protezione civile), negli aeroporti. La verifica sulla veridicità delle dichiarazioni può avvenire successivamente.

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