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19/01/2021

La pandemia da COVID–19 ha profondamente limitato le nostre possibilità di spostamento.
Se prima dell’emergenza eravamo in grado di spostarci liberamente, in ambito europeo addirittura anche solo per un giorno e decidendo all’ultimo momento, con le fasi di lockdown e le successive riaperture le possibilità di spostamento sono state ampiamente ridotte.

 

A quali condizioni possono circolare ora le persone?

Viaggi in Italia

A decorrere dal 3 novembre (DPCM 3 novembre 2020), sono in vigore misure differenziate da Regione a Regione, articolate in base a tre fasce di rischio (gialla, arancione, rossa).

L’appartenenza di una Regione a una o all’altra fascia è soggetta a revisione periodica.

Per ulteriori informazioni sul punto si rimanda all’articolo https://www.arag.it/tutela-legale/casa-e-famiglia/coronavirus-italia-riparte/

Con DPCM del 14/01/2021 è stato rinnovato il divieto spostamento dalle ore 22:00 alle ore 5:00 del giorno successivo, se non motivato da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.
Inoltre, dal 16/01/2021 al 15/02/2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

 

Viaggi all'estero


Per maggiori informazioni, si invita a consultare il servizio dell’Unità di Crisi della Farnesina Viaggiare Sicuri, raggiungibile a questo link oppure il sito dell’Ambasciata d’Italia del paese di interesse cliccando qui.

Viaggi in Europa - Area Schengen

 

Austria

I viaggiatori provenienti dall’Italia, a seguito dell’ingresso in Austria, devono sottoporsi ad autoisolamento fiduciario di dieci giorni. La quarantena può essere interrotta:
• allo scopo di lasciare l’Austria, garantendo condizioni di sicurezza che evitino il propagarsi del contagio;
• a seguito di esito negativo di un test Covid-19 molecolare o antigenico. Il test può essere effettuato a tale scopo non prima del quinto giorno successivo all’ingresso in Austria.

 

Belgio

I viaggi per turismo da e verso il Belgio sono nuovamente autorizzati per viaggiatori in provenienza dai Paesi UE, dell’area Schengen e del Regno Unito.

A partire dal 1 agosto, chiunque entri in Belgio dall’estero è tenuto 48 ore prima dell’arrivo a riempire un formulario on line, tranne nel caso di entrate/uscite per via terrestre della durata inferiore alle 48 ore.

Il Governo belga, in un’ottica di rafforzamento delle misure restrittive per il contenimento della pandemia, ha sviluppato un sistema “a semaforo”, in costante aggiornamento, nel quale vengono categorizzati i Paesi a seconda del rischio epidemiologico e le relative misure di sicurezza all’entrata e al ritorno in Belgio. Test e quarantena sono obbligatori per chi avesse soggiornato nei Paesi extra-UE/Schengen e nelle zone indicate dal Belgio come “rosse” all’interno dell’Europa. L’elenco aggiornato dei paesi considerati a rischio è consultabile sul sito ufficiale del Ministero degli Affari Esteri belga.

Per quanto riguarda l’Italia, a partire dal 4 novembre sono state inserite nella lista delle zone “rosse” tutte le regioni.

 

Bulgaria

I viaggiatori provenienti dai Paesi UE (compresa l’Italia) / Schengen possono fare il loro ingresso in Bulgaria senza alcuna restrizione e senza la necessità di esibire il risultato negativo del test.

 

Cipro

I Paesi sono stati suddivisi in diverse categorie (Categoria A, B e C) in base alla situazione epidemiologica.

A partire dal 9 novembre, l’Italia è inclusa nella Categoria C, quindi l’ingresso è consentito solo ad alcune limitate tipologie di viaggiatori (cittadini ciprioti con residenza permanente nella Repubblica di Cipro e familiari inclusi consorti e figli minori, personale diplomatico accreditato ai sensi della Convenzione di Vienna, persone titolari di un permesso speciale rilasciato dalla Repubblica di Cipro).
Per l’ingresso a Cipro tali persone dovranno:
• effettuare il test COVID-19 all’arrivo a Cipro a cura delle autorità cipriote, oppure presentare un certificato negativo di test effettuato entro 72 ore prima della partenza dall’Italia;
• osservare un periodo di auto-isolamento di 14 giorni presso il proprio domicilio a Cipro, quale che sia il risultato del test COVID-19 e ripetere il test 48 ore prima del termine dell’isolamento.

Per fare ingresso a Cipro, tutti i viaggiatori dovranno inoltre sottoscrivere una autodichiarazione denominata CyprusFlightPass direttamente online, accessibile da questo link , oppure, se impossibilitati, in formato cartaceo.

 

Croazia

Con misure in vigore dal 14 al 31 gennaio 2021, le Autorità croate hanno disposto le seguenti limitazioni relative all’ingresso in Croazia:

1. Le persone provenienti direttamente dai Paesi e/o Regioni dell'Unione Europea, Paesi e/o Regioni dell'area Schengen e Paesi associati all'area Schengen, che sono elencati nella “lista verde” del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie possono liberamente entrare in Croazia. Al valico di frontiera queste persone devono dimostrare di non aver soggiornato nelle aree di transito.

2. Le persone provenienti direttamente da tutti gli altri Paesi e/o Regioni dell'Unione Europea, Paesi e/o Regioni dell’area Schengen e Paesi associati all'area Schengen, non compresi nel punto 1, possono entrare in Croazia presentando l’esito negativo al tampone per COVID-19 effettuato tramite il metodo PCR nelle ultime 48 ore oppure effettuando il tampone all'arrivo in Croazia e sottoponendosi all’autoisolamento prima di ricevere l’esito negativo.

3. I cittadini dei Paesi dell'Unione europea, Paesi dell’area Schengen e Paesi associati all’area Schengen e i membri delle loro famiglie, nonché i cittadini dei Paesi terzi ivi residenti a lungo termine, se provengono dai Paesi terzi, possono entrare in Croazia presentando l’esito negativo al tampone per COVID-19 effettuato tramite il metodo PCR nelle ultime 48 ore oppure effettuando il tampone all'arrivo in Croazia e sottoponendosi all’autoisolamento prima di ricevere l’esito negativo.

 

Danimarca

Il Ministero degli Affari Esteri danese scoraggia tutti i viaggi non necessari in Danimarca da tutti i Paesi del mondo senza distinzione. Viene garantito l’accesso al Paese solamente in presenza di un comprovato valido motivo. Alcuni dei motivi validi previsti sono: lavoro, partecipazione a procedimenti giudiziari, visite mediche, trasporti di merci, mentre non vengono riconosciuti validi i motivi di studio.
Inoltre, a partire dalle 17.00 di sabato 9 gennaio fino 7 febbraio 2021 inclusi, tutti i viaggiatori che si recheranno in aereo in Danimarca, oltre ad un valido motivo, dovranno anche presentare la prova di un test COVID-19 negativo (PCR o antigenico) sostenuto non prima delle 24 ore antecedenti alla partenza per la Danimarca. In caso di mancata presentazione di suddetta documentazione, sono previste sanzioni pecuniarie e/o reclusione fino a due anni.

 

Estonia

L'ingresso in Estonia è condizionato dal tasso dei nuovi contagiati nel paese di residenza.
Sono considerati paesi ad alto rischio quelli il cui tasso di contagio è superiore a 50 su 100.000 abitanti (in precedenza era di 16 su 100.000). A tutti coloro che provengono da questi paesi è richiesto l’obbligo dell’autoisolamento di 10 giorni, che può essere superato con l’esecuzione di un test per il coronavirus.
Dal 31 agosto, l’obbligo di auto-isolamento si applica anche a chi proviene dall’Italia.
Le informazioni sui paesi dai quali è consentito l’ingresso e l'elenco dei paesi dai quali si è sottoposti a isolamento è aggiornato settimanalmente (ogni venerdì) dal Ministero degli Affari Esteri estone.

 

Finlandia

Dal 19 settembre 2020, la Finlandia ha reintrodotto misure restrittive per l’accesso, anche nei confronti dell’Italia. Dall’Italia sono consentiti solo ingressi per lavoro, per “motivi essenziali” e il ritorno dei residenti in Finlandia, con obbligo di autoisolamento fiduciario di 14 giorni, mentre non sono più consentiti ingressi per turismo.

Le Autorità finlandesi considerano viaggiatori provenienti dai Paesi “a rischio” anche coloro che vi transitano per mero scalo aeroportuale, oltre che sulla base di nazionalità e luogo di residenza del passeggero.

Le disposizioni sono previste al momento fino al 9 febbraio 20121, con aggiornamenti della lista dei Paesi “a rischio” a cadenza settimanale. L’elenco è consultabile sul sito ufficiale dell’Autorità Frontaliera finlandese.

 

Francia

A partire dal 15 giugno 2020 sono abolite le restrizioni alla circolazione attraverso le frontiere interne (terrestri, aeree e marittime) dell’Unione Europea. Le persone provenienti dai paesi dell’Unione Europea, fra cui chi proviene dall’Italia, possono entrare in Francia senza restrizioni. Non è più necessaria l’autocertificazione all’ingresso, né sono richiesti periodi di isolamento domiciliare.

Le uniche limitazioni sono imposte per gli spostamenti interni al territorio francese, posto che dal 28/11/2020 sono entrate in vigore misure di restrittive e si può uscire di casa solo per motivi di lavoro, scuola, motivi di salute, per fare la spesa in prossimità della propria abitazione, oppure per una passeggiata per un massimo di tre ore al giorno ed entro un raggio di 20 km dalla propria abitazione.

 

Germania

Dal 2 novembre e fino almeno al 20 dicembre sono vietati i pernottamenti per turismo in Germania e le autorità locali raccomandano anche di rinunciare agli spostamenti non necessari.
Il Ministero della Salute tedesco ha disposto l'introduzione di controlli sanitari obbligatori per tutti coloro che abbiano soggiornato nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania in una delle aree considerate “a rischio” dal Robert Koch Institut.
Tutta l’Italia e diversi altri Paesi europei sono considerati aree a rischio. La lista delle aree “a rischio” può essere consultata sul sito del Robert Koch Institut.

Tutti coloro che nei 10 giorni precedenti l’ingresso in Germania si siano recati in aree a rischio devono inoltre rispettare (fatti salvi i casi di esenzione) un periodo di quarantena di 10 giorni. Tale periodo di isolamento potrà essere interrotto in caso di risultato negativo ad un tampone, che potrà tuttavia essere effettuato soltanto a partire dal quinto giorno dopo l'ingresso nel Paese.

A partire dal 14 gennaio, oltre all’obbligo di quarantena, è anche in vigore un obbligo generale di tampone all'ingresso. Salvo nei casi di esenzione previsti, chiunque entri in Germania da un Paese a rischio dovrà presentare un tampone negativo (molecolare o antigenico) effettuato nelle 48 ore precedenti l'ingresso in Germania (con esito scritto in inglese, tedesco o francese) oppure sottoporsi al tampone entro 48 ore dal momento dell'arrivo. Tale obbligo non sostituisce quello della quarantena, ma è aggiuntivo e non vale per i bambini di età inferiore ai 6 anni.

 

Grecia

Il lockdown, introdotto su tutto il territorio nazionale dal 7 novembre 2020, è stato prorogato fino al 25 gennaio 2021 con possibilità di ulteriore proroga.

Tutti i viaggiatori provenienti dall'estero (quale che sia il Paese di provenienza o la cittadinanza) sono tenuti a presentare un test molecolare negativo (in inglese) per il Covid-19 effettuato nelle 72 ore precedenti all’arrivo in Grecia.
Per poter accedere nel Paese rimane inoltre condizione indispensabile la compilazione – al più tardi il giorno prima dell’arrivo in Grecia - di un modulo online (presente sul sito https://travel.gov.gr/#/) con il quale i viaggiatori devono fornire informazioni sul luogo di provenienza, sulla durata dei soggiorni precedenti in altri paesi e sull'indirizzo del proprio soggiorno in Grecia.

 

Irlanda

A partire dal 16 gennaio 2021, tutti i passeggeri in arrivo in Irlanda devono avere con sé un risultato negativo" di un test PCR COVID-19 effettuato non più di 72 ore prima dell'arrivo nel Paese.

Ai passeggeri potrebbe essere chiesto di presentare la prova del risultato negativo/"non rilevato prima di imbarcarsi sull'aereo o sul traghetto e agli stessi sarà richiesto di mostrare questa documentazione ai funzionari dell'immigrazione all'arrivo presso i punti di ingresso nello Stato.
La mancata presentazione dell’esito del test all’ingresso è considerata reato punibile con una multa non superiore a € 2.500 o con la reclusione per un periodo non superiore a 6 mesi o con entrambe.

La presentazione del test si aggiunge all’obbligo di mantenere un isolamento fiduciario per 14 giorni previsto per i viaggiatori provenienti dalle aree considerate ad alto rischio epidemiologico, come elencate in un apposito elenco, che viene rivisto settimanalmente, che è consultabile sul sito ufficiale del Ministero degli Affari Esteri irlandese.

 

Islanda

L’ingresso in Islanda è consentito ai viaggiatori provenienti dai paesi UE, SEE e dal Regno Unito, mentre per i cittadini provenienti da altri paesi è permessa l’entrata nel paese solo per viaggi di carattere essenziale.

Tutti i passeggeri in arrivo in Islanda, turisti e residenti, indipendentemente dalla durata del soggiorno o dallo scopo della visita, possono scegliere o di osservare una quarantena di 14 giorni oppure di effettuare una procedura di doppio screening che comprende due tamponi ed una quarantena di 5-6 giorni nell'intervallo tra i due campioni. Il primo tampone è a carico del viaggiatore, mentre il secondo è gratuito.

 

Lettonia

E’ previsto un periodo di quarantena di 10 giorni per i viaggiatori provenienti dai Paesi contrassegnati in rosso e giallo nell'elenco pubblicato dal Centro per la prevenzione ed il controllo delle malattie. L’Italia è stata inserita tra i Paesi contrassegnati in rosso, pertanto i viaggiatori che entrano in Lettonia provenendo dall'Italia dovranno osservare un isolamento fiduciario di 10 giorni.

 

Lituania

Il Governo lituano ha deciso di introdurre la quarantena su tutto il territorio nazionale fino al 31 gennaio 2021.
Dal 23 novembre i viaggiatori provenienti dall’Italia non sono tenuti ad effettuare il tampone molecolare e non sono soggetti all’obbligo di autoisolamento.
Nei 10 giorni successivi al ritorno o all'arrivo in Lituania, le persone dovrebbero limitare i contatti, evitare assembramenti e non visitare luoghi di ritrovo come eventi, negozi, musei, luoghi di ristorazione, ecc., inoltre seguire il regime della casa-lavoro.

 

Malta

Il governo ha elaborato un elenco di destinazioni che verrà aggiornato settimanalmente e che individua tre fasce di rischio: Green, Amber e Red.
Ai passeggeri provenienti da Paesi in Green List non sono richiesti particolari adempimenti, se non la compilazione di un'autodichiarazione e il controllo della temperatura.

I passeggeri provenienti da Paesi in Amber List (tra cui al momento l’Italia) dovranno presentare un’attestazione di test COVID (tampone) con esito negativo nelle 72 ore antecedenti l’ingresso a Malta.
Tutti gli aggiornamenti e le liste di Paesi sono consultabili al sito https://www.visitmalta.com/en/reopening-airport.

All’arrivo a Malta, i viaggiatori saranno soggetti a screening termici. I viaggiatori in arrivo saranno inoltre invitati a compilare un documento con il quale dichiareranno i loro spostamenti nei 30 giorni precedenti.
Coloro che arrivano da destinazioni della Red List devono poter dimostrare di essere stati per un periodo di 14 giorni in una delle destinazioni della Green o Amber List ed è raccomandato che effettuino un test COVID (tampone), con esito negativo, nelle 72 precedenti l'arrivo a Malta. In mancanza di questi requisiti, le autorità locali possono imporre l'effettuazione di un periodo di quarantena di due settimane a spese del viaggiatore all’arrivo nel Paese.

 

Norvegia

I viaggiatori in arrivo dai paesi Schengen/UE possono accedere al Paese con la seguente documentazione: valido documento di viaggio, documentazione di essere un cittadino o residente in uno dei paesi Schengen/UE, autodichiarazione, certificato e test covid-19.
Il certificato del test deve essere rilasciato in lingua norvegese, danese, svedese, inglese, francese o tedesca ed il test deve essere effettuato entro 72 ore prima dell'ingresso.
Ad eccezione di alcune categorie, i viaggiatori in arrivo devono altresì sottoporsi ad un test obbligatorio, gratuito, alla stazione di frontiera immediatamente dopo l'ingresso nel paese.
Il viaggiatore deve inoltre osservare la quarantena di 10 giorni in apposito covid-hotel a meno che non rientri in una delle eccezioni previste (tra le altre, persone che risiedono o con dimora stabile in Norvegia o dispongano di dimora adeguata per la quarantena). La violazione dell'obbligo di quarantena è considerata reato.

All'ingresso, i viaggiatori sono tenuti a compilare un'autodichiarazione per la registrazione dell'arrivo e la conferma del luogo della quarantena.

 

Paesi Bassi

Le autorità locali adottano un sistema di colori per definire le aree di maggiore rischio (indicate in arancione) o minore rischio (in giallo). I viaggiatori che entrano nei Paesi Bassi da aree ad alto rischio sono tenuti ad auto-isolarsi per 10 giorni.
L’elenco delle aree a rischio, aggiornato periodicamente, è disponibile sul sito del Governo.

A chi proviene dall'estero viene chiesto un test PCR negativo, effettuato non più di 72 ore prima dell'arrivo nei Paesi Bassi, che si aggiunge all'auto quarantena per 10 giorni all'arrivo. Il test PCR negativo è richiesto anche ai viaggiatori che transitano in aeroporto per continuare il viaggio, senza lasciare l’aeroporto.

 

Polonia

Dal 28 dicembre 2020 e al 31 gennaio 2021 è previsto l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che arrivano nel Paese con trasporto pubblico.

 

Portogallo

Non è ammesso l’accesso al Paese per ragioni di turismo.
Attualmente l'Italia non rientra nella lista dei Paesi considerati ad alto rischio epidemiologico, pertanto i cittadini italiani provenienti dall'Italia non necessitano di un test Covid-19 prima di intraprendere il viaggio e non sono soggetti all'obbligo di quarantena per il solo fatto di entrare nel Paese.

 

Repubblica Ceca

L'ingresso in Repubblica Ceca è consentito soltanto per motivi di necessità, come ad esempio rientro presso la propria residenza, lavoro, studio, salute.
È vietato l'ingresso nel Paese per turismo.
Nei casi consentiti, prima dell’ingresso nel Paese è necessario effettuare una notifica dell’accesso alle Autorità sanitarie ceche compilando il modulo on line presente al seguente link: https://plf.uzis.cz/
Dopo l’arrivo deve essere inviato il risultato del tampone molecolare (test PCR) agli uffici di igiene regionale di competenza.

 

Regno Unito

Per l’ingresso nel Paese sono richiesti i tre seguenti adempimenti:
1) compilare un formulario on line prima dell’arrivo ai controlli di frontiera, nel quale vengono richiesti un indirizzo specifico e un numero di telefono al quale i viaggiatori possano essere contattati;
2) effettuare un isolamento di 5 o 10 giorni (l’isolamento ha una durata ordinaria di 10 giorni, ma può essere ridotto a 5 giorni nel caso in cui vi sia disponibilità a sottoporsi a test diagnostico);
3) esibire all’imbarco l’esito negativo di un test effettuato nelle 72 ore precedenti la partenza. Gli standard per i test sono elevati: è ammesso in ogni caso il test PCR; i test LAMP e antigenico sono ammessi solo se rientrano negli standard previsti dalla normativa. Il certificato deve essere in inglese, francese o spagnolo e deve riportare tutti i dati richiesti. Sono previste esenzioni per limitate categorie di lavoratori e bambini sotto gli 11 anni.

Presentarsi sprovvisti di un certificato o con un certificato incompleto è considerato un reato ed è sanzionabile con una multa £500.

 

Romania

I viaggiatori in provenienza dal nostro Paese dovranno osservare un periodo di isolamento di 14 giorni a partire dall’ingresso in Romania. L’isolamento può essere ridotto a 10 giorni se il viaggiatore non presenta sintomi e l’ottavo giorno dall’ingresso si sottopone a un test il cui risultato è negativo. Per soggiorni di durata inferiore a 72 ore, il viaggiatore può essere esonerato dall’isolamento se presenta un test negativo per Sars-CoV-2, effettuato al massimo 48 ore prima dell'arrivo in Romania.

 

Slovacchia

È previsto l’obbligo di domiciliare per chi entra in Slovacchia da un Paese c.d. “rosso” (lista consultabile sul sito del Ministero degli Esteri slovacco) o vi è stato nei 14 giorni precedenti. L’isolamento domiciliare termina dopo un esito negativo del test RT-PCR, effettuato non prima del 5° giorno dopo il rientro, oppure dopo il 10° giorno di quarantena.

L’obbligo di isolamento non sussiste invece per i viaggiatori che, pur provenendo da un Paese a cosiddetto “rischio rosso”, sono già in possesso di un test RT-PCR negativo al coronavirus effettuato non oltre le 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese.

 

Slovenia

La Slovenia ha individuato tre liste di Paesi a seconda del rischio epidemiologico (lista verde, arancione e rossa) e il livello di controllo e le limitazioni all’accesso dipendono dalla lista in cui il Paese di provenienza si trova. Gli elenchi sono aggiornati periodicamente e consultabili sul sito del Governo.

L’Italia è attualmente inserita in lista rossa. Pertanto, per l’accesso al Paese è necessario osservare un periodo di quarantena di 10 giorni oppure presentare un test negativo effettuato in uno dei laboratori riconosciuti dal Governo Sloveno (tutti quelli in Italia sono riconosciuti), non più risalente di 48 ore.

 

Spagna

Dal 21 giugno le frontiere spagnole tornano ad essere aperte per chi arriva dallo spazio Schengen e dunque anche dall’Italia, senza obbligo di quarantena e senza dover motivare il viaggio.

Dal 23 novembre 2020, chi arriva dall'Italia, dagli altri Paesi UE (ad eccezione della Finlandia) e da una ventina di Paesi extra UE, deve presentare un certificato che attesti di essersi sottoposto a un tampone, risultato negativo, effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel Paese.

Chiunque arrivi in Spagna dall'estero (anche dall'UE), per via aerea o marittima, è sottoposto a un controllo sanitario prima della sua entrata nel Paese. In particolare: controllo della temperatura corporea, controllo documentale e controllo sullo stato del passeggero. Per quanto concerne il controllo documentale, i passeggeri in arrivo dall’estero (anche da altri Paesi UE) dovranno compilare, prima del viaggio, un “formulario di salute pubblica”, raggiungibile cliccando qui o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna. In alternativa è possibile compilare il questionario in formato cartaceo fornito dalle compagnie di trasporto.

 

Svezia

Attualmente non sussistono limitazioni all’ingresso in Svezia per tutti i cittadini di paesi UE e Schengen o con permessi di soggiorno in corso di validità emessi da tali Paesi.

 

Svizzera

Attualmente non vi sono restrizioni all’ingresso in Svizzera, né in caso di ingresso dall’Italia né dai Paesi UE e AELS (Islanda, Norvegia e Liechtenstein). È tuttavia in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che nei dieci giorni prima dell’ingresso in Svizzera abbiano soggiornato in uno Stato o in una regione considerata ad alto rischio di contagio. L’elenco dei Paesi a rischio è consultabile sul sito dell’Ufficio Federale di Sanità Pubblica.

 

Ungheria

Il Governo ungherese ha disposto la chiusura delle frontiere a partire dal 1° settembre per tutti i cittadini stranieri, che non potranno quindi più entrare in Ungheria. I cittadini ungheresi che tornano in patria saranno soggetti ad auto-isolamento obbligatorio, salva la possibilità di effettuare 2 test PCR con risultato negativo.

Sono previste alcune eccezioni al divieto, tra cui:
- viaggi d’affari di chi abbia società registrate in Ungheria;
- cittadini stranieri residenti nelle zone di confine per motivi di lavoro;
- mero transito lungo i corridoi umanitari autostradali.

Viaggi extra-Schengen

Il DPCM 14/01/2021 continua a basarsi, come i precedenti (del 03/12/2020 e 7/9/2020), su elenchi di Paesi per i quali sono previste differenti limitazioni.

Gli elenchi sono i seguenti:

• A): Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano. Per questi Paesi non è prevista nessuna limitazione.

• B): contiene l’elenco dei Paesi con i quali sono consentiti gli spostamenti da e per questi Paesi senza necessità di motivazione. Al momento nessuno Stato è presente in questo elenco.

• C): Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.

Per il rientro in Italia, oltre a compilare un’autodichiarazione, è obbligatorio informare del proprio ingresso il Dipartimento di Prevenzione della ASL competente, sottoporsi a test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio italiano. In caso di mancata presentazione dell’attestazione relativa al test molecolare o antigenico prescritto, si è sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.


• D): Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia, Uruguay. Gli spostamenti da/per questi Paesi non devono essere motivati. Tuttavia, al rientro in Italia è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni, compilare un’autodichiarazione e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

• E): tutti gli Stati e territori non espressamente indicati in altro elenco. Gli spostamenti da/per questi Paesi sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni quali lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Il rientro in Italia è consentito ai cittadini italiani/UE/Schengen e loro familiari, nonché ai titolari dello status di soggiornanti di lungo periodo e loro familiari nonché alle persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile con cittadini italiani/UE/Schengen o con persone fisiche che siano legalmente residenti in Italia (soggiornanti di lungo periodo), che debbano raggiungere l’abitazione/domicilio/residenza del partner (in Italia). All’ingresso in Italia è necessario compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente l’ingresso/il rientro ed è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni. Vige l’obbligo di comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio all’azienda sanitaria locale. Particolare attenzione merita la situazione del Brasile, Il Paese rientrante nell’Elenco E. Con Ordinanza del Ministero della Salute del 16/01/2021, in vigore fino almeno al 31 gennaio 2021, è stata disposta la sospensione del traffico aereo dal Brasile e il divieto di ingresso in Italia per tutti coloro che provengono dal Brasile o che vi abbiano soggiornato/transitato nei 14 giorni precedenti il tentativo di ingresso in Italia. Al momento, non sono previste eccezioni.

Particolare attenzione merita altresì la situazione del REGNO UNITO
Con Ordinanza del Ministero della Salute del 09/012021 è stato introdotto il divieto di ingresso in Italia per coloro che abbiano soggiornato/transitato in Regno Unito nei 14 giorni precedenti al tentativo di ingresso in Italia.
Possono entrare/rientrare in Italia, dopo un soggiorno/transito in Regno Unito nei 14 giorni precedenti, a condizione di non presentare sintomi compatibili con COVID-19, solamente:
1. Le persone che hanno residenza anagrafica in Italia da prima del 23 dicembre 2020
2. Le persone che si trovino in stato di assoluta necessità.

Entrambe le condizioni sono da autocertificare e l’ingresso è condizionato a:
a) certificazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;
b) effettuazione di un ulteriore test molecolare o antigenico, per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento;
c) indipendentemente dal risultato del test, sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora nei termini di cui all’articolo 7, comma 1, lettera c).

 

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