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15/09/2017

Non sono solo le finanze dello Stato e di altri enti pubblici ad avere buchi. Se parliamo di buchi o più precisamente di “buche”, ci riferiamo alle condizioni di molti tratti stradali che percorriamo quotidianamente. Soprattutto dopo le piogge, alcune strade sembrano aver subito un pesante bombardamento.



Talvolta l’ente gestore della strada, per ridurre il rischio di danni ai veicoli e alle persone, impone una riduzione del limite di velocità nei tratti in cui l’asfalto è più danneggiato. L’obiettivo principale è anzitutto la sicurezza degli automobilisti ma anche quello di difendersi in caso di richiesta di risarcimento per danni.

Cosa possiamo fare se a causa di una buca profonda, pur avendo utilizzato ogni cautela e soprattutto limitato la velocità, il nostro veicolo si danneggia o, peggio ancora, perdiamo il controllo dell’autovettura con gravi conseguenze?

Ecco alcuni semplici ma fondamentali suggerimenti. Anzitutto chiediamo l’intervento della polizia stradale o della polizia municipale affinché redigano un verbale dell’accaduto. In loro assenza, se abbiamo una persona a bordo o se qualcuno ha assistito al fatto, facciamoci rilasciare una testimonianza senza dimenticare di annotare anche i dati del documento di identità. Poi scattiamo delle foto sia alla strada sia al veicolo danneggiato. Sia benedetto lo smartphone che va sicuramente usato in questi casi (non mentre guidiamo)!

E poi? Forse è meglio pensarci adesso, cautelandoci con una polizza di Tutela Legale di ARAG perché ci consentirà di farci assistere da un avvocato i cui costi saranno integralmente a carico della Compagnia di Assicurazione.
ARAG, leader di mercato della Tutela Legale, protegge il veicolo e chi lo guida anche in casi come questi. Grazie alla polizza “ARAG Circolazione Protetta 5.0” l’assicurato può chiedere i danni che ha subito per responsabilità altrui senza alcuna preoccupazione per i costi che possono derivare dall’intervento dell’avvocato, anche se dovrà rivolgersi ad un giudice per ottenere giustizia.


Rubrica a cura di ARAG pubblicata sul mensile Automobilismo, numero di aprile 2017

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