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23/06/2017

A volte è capitato di partire e scoprire che la vacanza da sogno si è invece rivelata un vero e proprio incubo. Nel caso in cui le condizioni concordate al momento dell’acquisto del pacchetto viaggio non vengano rispettate, è importante far valere i propri diritti. Ma come fare?

Cosa si intende per danno da vacanza rovinata?


Il turista, in qualità di consumatore, ha diritto ad essere risarcito. L’art.47 (d.lgs 79/2011) del Codice del Turismo definisce il danno da vacanza rovinata come un “risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irrepetibilità dell’occasione perduta” a patto che l’inadempimento non sia di scarsa importanza.

Si tratta di un danno non patrimoniale, da distinguersi dal vero e proprio danno patrimoniale. Si traduce infatti, in una perdita economica, per la quale il turista ha diritto al rimborso. Ad esempio, a causa del ritardo del volo aereo, un turista potrebbe aver perso la coincidenza e conseguentemente aver dovuto comprare un altro biglietto aereo e pernottare una notte in albergo.

Come danno non patrimoniale, il danno da vacanza rovinata consiste nel disagio psicologico, nello stress e nel turbamento che subisce il turista, causato dal fatto di non aver potuto godere la vacanza - occasione di piacere, svago, riposo - in ragione dell’inadempimento delle prestazioni promesse nel pacchetto turistico. In altre parole, quando si realizza un’effettiva e concreta difformità dei servizi ricevuti rispetto a quelli pattuiti ed acquistati, con conseguente delusione per un viaggio o vacanza che ha tradito le attese del consumatore (Cass. civ. 11 maggio 2012 n. 7256).

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Il diritto al risarcimento del danno richiede due condizioni:

Che sia leso un interesse del turista che abbia rilevanza costituzionale (per esempio, il diritto alla salute ai sensi dell’art. 32 Cost.);

Che la lesione dell’interesse sia grave nel senso che l’offesa superi una soglia minima di tollerabilità.

È necessario quindi che la lesione non consista in meri disagi o fastidi agevolmente superabili.

Chi è tenuto al risarcimento del danno?

Ai sensi dell’art. 43 del codice del turismo, in caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico, l’organizzatore (tour operator) ed il venditore sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive responsabilità. Questo accade quando non viene provato che il mancato o inesatto adempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a loro non imputabile.

Quali sono le responsabilità del tour operator e del venditore?

Il venditore è responsabile solo per l’inesatta esecuzione delle prestazioni alle quali si è personalmente obbligato in forza della stipulazione del contratto di intermediazione di viaggio. Ne deriva che laddove l’agenzia viaggi si sia limitata a proporre il pacchetto viaggi da un catalogo, non è responsabile per la mancata corrispondenza tra il prodotto venduto ed il pacchetto effettivamente goduto.

Il tour operator invece, è responsabile in caso di mancata soddisfazione dell’interesse del turista con riferimento alla modalità del viaggio, alla sistemazione alberghiera, al livello dei servizi. L’organizzatore sarà quindi chiamato a risarcire il danno tutte le volte in cui il turista- consumatore sarà alloggiato in una struttura differente rispetto al pacchetto viaggi offerto e non godrà o godrà in maniera differente rispetto ai servizi acquistati.

Cosa fare per ottenere il risarcimento?

  • Procurarsi delle prove fotografiche relative alle carenze o ai disagi lamentati (piscine sporche, camere d’albergo non manutenute, strutture danneggiate ecc.);
  • Avere i nominativi ed i dati di altri sventurati ospiti della struttura al fine di poter ottenere delle testimonianze qualora ve ne fosse bisogno;
  • Inviare un reclamo al tour operator di riferimento ed all’agenzia di viaggi tramite fax, email o raccomandata.

Il reclamo (così come prescritto dall’art. 49 del Codice del Turismo) contenente la descrizione dei fatti lamentati e delle difformità rispetto ai servizi acquistati, dovrà essere inviato entro 10 giorni lavorativi dal rientro nel luogo di partenza. Tuttavia, la stessa norma prescrive che il reclamo debba essere inviato quanto prima (e quindi anche durante la permanenza) perché l’organizzatore possa eventualmente porre rimedio ai disagi.

Nel caso in cui il turista non veda soddisfatte le sue richieste, potrà intraprendere un’azione giudiziaria per far valere i suoi diritti.

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In collaborazione con:

Studio Legale Spagnuoli
Piazza F. Guardi, 11
20133 Milano



Si avverte che questo testo ha carattere meramente informativo e non può sostituirsi ad una consulenza da parte di un professionista qualificato sul caso specifico. In nessun caso la compagnia può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne possa essere fatto.

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