Attraversamento dei semafori con luce rossa

16/06/2008

Argomenti: Impianti semaforici dotati di tecnologia T-Red, Attraversamento dei semafori con luce rossa  

Tecnologia T-Red sotto accusa

In tempi recenti si sono riaccese le polemiche sugli impianti semaforici dotati di tecnologia T-Red, quindi dotati di un'apparecchiatura di ripresa fotografica che consente di rilevare a distanza l'attraversamento dell'incrocio con luce rossa. Molti comuni italiani utilizzano questa tecnologia in determinati tratti stradali con lo scopo di abbattere il tasso di incidenti e dissuadere così i potenziali trasgressori dal tenere comportamenti pericolosi. Questi enti incassano cifre elevate e i cittadini protestano perché si sentono ingiustamente vessati.

Il fenomeno ha assunto una rilevanza nazionale, vista la capillare diffusione di questa tecnologia e la nascita di comitati spontanei di cittadini (a marzo si sono riuniti in convegno a Parma), che attraverso la stampa ed il web cercano di sensibilizzare l'opinione pubblica su questo tema. È stato addirittura pubblicato un libro destinato al grande pubblico dal titolo esaustivo "Io non ti Pago!" allo scopo di guidare l'ignaro cittadino nei meandri della legge e aiutarlo nella redazione del ricorso contro l'odiata sanzione.

Al di là della contestata legittimità di questa tecnologia, di cui parleremo poi, i comitati contestano anche le modalità di rilevamento della sanzione se effettuata da soggetti privati e non da pubblici ufficiali, così come la taratura dei tempi di rilevazione delle infrazioni perché troppo rapida. In alcuni casi la magistratura ha sequestrato le apprecchiature ipotizzando il reato di abuso d'ufficio, in presenza di interventi poco chiari delle ditte che avevano in appalto il servizio di manutenzione e controllo.

Ma veniamo alla querelle giuridica: la rilevazione differita con questa tecnologia rappresenta, secondo il codice, un'eccezione ai principi generali, ovvero che sia presente l'agente e che l'infrazione venga immediatamente contestata. Più precisamente, il D.L. 20 giugno 2002 n.121 (convertito nella L.1 agosto 2002 n.168) prevede la possibilità di utilizzare strumenti di controllo "remoto" (omologati e sottoposti a verifica prefettizia) delle violazioni relative a velocità, sorpasso e inversione del senso di marcia. Nell'elenco non rientra il passaggio col rosso, anche se un'altra norma successiva indica l'attraversamento di un semaforo tra i casi in cui non è necessaria la contestazione immediata. Aggiunge, inoltre, che qualora l'accertamento avvenga mediante rilevazione con apparecchiature omologate "la presenza dell'organo accertatore non è necessaria" (art. 201 come modificato dall'art. 4 comma 1 lett.b) del D.L. n.151/2003, convertito con L.214/2003 comma 1 ter).

In situazioni analoghe, dunque, sotto il profilo della pericolosità, nessuna norma vincola la tecnologia T-Red collegata all'attraversamento dell'incrocio con semaforo rosso, a differenza dei controlli previsti per le apparecchiature che rilevano le tre infrazioni prima ricordate. Un recente parere datato 4 aprile dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani sembra sgombrare il campo da ogni dubbio e ribadisce la liceità dei sistemi T-Red, anticipando forse i contenuti di una circolare ministeriale sul tema. Vedremo se il Ministero saprà fare chiarezza.

Giovanni Bernardi


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