Con la "Quarta Direttiva Auto" risarcimenti più facili anche per danni all'estero

20/11/2007

Argomenti: Sinistro all'estero, Incidente stradale all'estero, Risarcimenti

 

Ottenere il risarcimento del danno causato in Italia da un automobilista straniero è cosa facile, anche se con tempi dilatati; essere risarciti, invece, per un sinistro avvenuto all'estero è stata cosa difficile fino a quest'anno. Infatti, il "sistema della carta verde" prevede che le richieste di risarcimento e citazioni in giudizio possano essere fatte in Italia nei confronti dell'Ufficio Centrale Italiano (a tal fine legittimato dall'art. 6 della legge n.°990 del 1969). Diversa la procedura in caso di sinistro all'estero: le richieste di risarcimento dovevano essere presentate direttamente al danneggiante ed al suo assicuratore, nel Paese dove aveva luogo l'incidente. Questo comportava svariati problemi, primo fra tutti la difficoltà di comunicare e di scrivere una lettera di richiesta danni in lingua straniera.

Dal 20 gennaio di quest'anno - anche se le nostre Autorità hanno emanato il provvedimento legislativo di recepimento il 29 maggio scorso - è entrata in vigore in tutti gli Stati facenti parte dell'Unione Europea la "Quarta Direttiva Auto", che innova profondamente la materia. La Direttiva ha imposto a tutte le compagnie di assicurazione, che esercitano il ramo auto nell'Unione Europea, di nominare in ogni Stato dell'Unione un proprio "mandatario per la liquidazione dei sinistri", che deve gestire gli incidenti nei quali sono state coinvolte persone residenti nello Stato dove è stato nominato, avvenuti però in un Paese diverso da quello di residenza. Per essere più chiari esemplifichiamo: un cittadino italiano residente in Italia, che subisce danni in seguito ad un sinistro provocato in Francia da un automobilista, assicurato nel proprio Paese, può presentare la sua richiesta di risarcimento in Italia al mandatario nominato dalla compagnia di assicurazione del danneggiante.

Primo vantaggio: abolizione della barriera linguistica perché il mandatario deve parlare italiano. Secondo vantaggio: il mandatario ha 90 giorni di tempo per liquidare il sinistro o respingere, motivando adeguatamente, le richieste di risarcimento.

Il termine è più lungo di quelli previsti per le compagnie di assicurazione italiane dalle nostre norme, ma è senz'altro più breve dei tempi sperimentati per una gestione transfrontaliera dei sinistri con l'utilizzo di lingue diverse. Attenzione però: le regole relative all'accertamento della responsabilità, alla tipologia di danni risarcibili, alla valutazione dei danni ed alla loro quantificazione, non sono quelle italiane ma quelle dello Stato nel quale è avvenuto il sinistro. Tali regole possono essere molto, ma molto diverse da quelle italiane: di qui la necessità di affidarsi a dei veri specialisti della materia.

Gabriele A. Bongiorno

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