Diminuiscono gli infortuni in azienda

16/11/2007

Argomenti: Infortuni sul lavoro, Igiene e Sicurezza del lavoro, D. Lgs. 626/94

 

Ricordate il D.Lgs. 626/94, altrimenti noto come decreto sull'igiene e sicurezza del lavoro? Con questo Decreto il legislatore si pone l'obiettivo di consentire al lavoratore di operare in condizione di massima sicurezza, per limitare il più possibile l'infortunio sul lavoro ed il relativo costo che ricade sulla collettività.

Per verificare il raggiungimento dell'obiettivo, abbiamo studiato il Rapporto Annuale INAL 2004, che contiene una serie di informazioni interessanti relative proprio all'andamento degli infortuni sul lavoro nel periodo 2000 - 2004, con anche delle previsioni per il 2005.

Il quadro che ne risulta è abbastanza positivo, nel senso che gli infortuni sul lavoro nel 2004 sono diminuiti complessivamente dell'1%, invertendo la tendenza registrata nei due anni precedenti nei quali si verificava invece un trend di aumento. Nel 2005 si conferma una modestissima riduzione del numero degli infortuni che diminuisce fra i lavoratori specializzati ed aumenta sensibilmente fra i lavoratori stranieri (il 12% del totale degli infortuni riguarda proprio i lavoratori extracomunitari).

Il settore agricoltura spicca per aver diminuito del 3% gli infortuni sul lavoro, mentre un aumento si totalizza nel settore servizi ed industria (+2,5% rispetto al 2000). In particolare, analizzando i dati per singolo settore di attività economica, il maggior numero di sinistri riguarda:

  • la lavorazione dei metalli (acciaio e ferro, tubi, strutture, utensili, etc...),
  • la lavorazione di vetro, piastrelle, cemento, ceramica, etc...,
  • la lavorazione del legno,
  • le costruzioni.

In pratica, si tratta di produzioni industriali contraddistinte da un imprescindibile intervento manuale del lavoratore in alcune o molte fasi, del processo produttivo. La regione con il numero più elevato di infortuni sul lavoro è l'Umbria (alta concentrazione del settore costruzioni, notoriamente rischioso), seguita a distanza da Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Se a questi dati aggiungiamo gli infortuni che interessano i lavoratori stranieri, che spesso sono impiegati nelle fasi della produzione che richiedono maggior contatto tra lavoratore e fattore di rischio, otteniamo un quadro nel quale il Nord Ovest registra il 39% dei casi di infortunio, il Nord Est il 29% ed il Centro Italia poco più del 23%.

Per concludere, se da un lato le aziende operano prestando crescente attenzione alla sicurezza sul lavoro, i risultati positivi arrivano ma con molta lentezza.
Nei prossimi anni dovrà essere ancora molto forte l'impegno delle aziende anche sul fronte della formazione da fornire ai lavoratori maggiormente esposti.

Francesca Breda

Infortuni sul lavoro: assicurazione Azienda e "Pacchetto Sicurezza"


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