Il governo prova a snellire il giudizio civile

20/07/2009

Procedure più semplici e tempi abbreviati

 

di Pierachille Zinelli

Porta la data del 27 maggio 2009 il Disegno di Legge approvato dal Senato in via definitiva che riporta le "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, nonché in materia di processo civile", collegato alla Finanziaria 2009. Un giro di parole un poco complesso che contiene in pratica un tentativo di snellire le procedure e i tempi del processo civile.

Il provvedimento contiene disposizioni di diversa natura, comprese numerose deleghe al Governo che vanno dalla mediazione e conciliazione in ambito civile e commerciale, alla diffusione della banda larga, alla creazione di un "piano industria" per la pubblica amministrazione. In questa sede normativa (forse non la più adatta allo scopo ndr) è contenuto un incisivo intervento riformatore del processo civile, attuato attraverso la modifica di numerosi articoli del codice di rito: i criteri ispiratori della riforma (o, se vogliamo, della riforma della riforma, considerata la recente novella del codice, in vigore dal 2006) sono quelli della semplificazione in alcuni passaggi della procedura così da rendere più snelli i procedimenti.

Vediamo di seguito alcune di queste novità:

  • accanto alle spese di soccombenza, fanno il loro esordio le cosiddette "spese di vittoria", che sono accollate a chi vince la causa qualora abbia precedentemente rifiutato un accordo ragionevole. Più precisamente, qualora il giudice accolga la domanda in misura non superiore rispetto alla proposta conciliativa eventualmente formulata dalla parte risultata poi soccombente, condanna la parte vittoriosa che abbia rifiutato la transazione senza giusto motivo al pagamento delle spese del processo maturate dopo la presentazione della proposta;
  • viene inasprito il principio della soccombenza, in quanto il giudice può compensare le spese, in assenza di soccombenza reciproca, solo quando "concorrono altre gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione";
  • viene ampliato il concetto di lite temeraria, precedentemente legato ad un'espressa domanda della parte che si riteneva lesa dalla mala fede o colpa grave della controparte; a seguito della riforma, il giudice può condannare, anche d'ufficio, la parte soccombente a pagare una somma equitativamente determinata a beneficio della parte vittoriosa;
  • anche la domanda di ricusazione del giudice può avere finalità meramente dilatorie; la novella ne disincentiva l'utilizzo strumentale, aumentando la sanzione in caso di rigetto della relativa richiesta. Il giudice, con l'ordinanza con cui dichiara inammissibile o rigetta la ricusazione, provvede alle spese e può condannare la parte che l'ha proposta a una pena pecuniaria non superiore a 250 euro;
  • viene introdotta la testimonianza scritta: su accordo delle parti e tenuto conto della natura della causa e di ogni altra circostanza, il giudice può autorizzare la parte a notificare un apposito "modello di testimonianza" al teste, il quale provvede alla compilazione, alla sottoscrizione autenticata e all'invio in busta chiusa con plico raccomandato o alla consegna alla cancelleria; il giudice, esaminate le risposte o le dichiarazioni, può sempre disporre che il testimone sia chiamato a deporre di persona;
  • viene introdotto il nuovo "procedimento sommario di cognizione": si tratta di un rito speciale caratterizzato da brevità dei termini e riduzione delle formalità: il giudice, dopo aver verificato che la causa non richieda un'istruzione "non sommaria" (nel qual caso si passa al rito ordinario) e sentite le parti, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione rilevanti in relazione all'oggetto del provvedimento richiesto e provvede con ordinanza all'accoglimento o al rigetto delle domande. Il nuovo procedimento potrà essere utilizzato per tutte le cause di competenza del tribunale in composizione monocratica (ossia nella maggioranza dei casi), senza alcuna limitazione in ordine al valore o alla materia.

Come si vede si tratta di una serie di norme che puntano a snellire in maniera considerevole le cause civili che spesso sono una "vera trappola temporale" per chi nutre il giusto desiderio di vedere riconosciute le proprie ragioni.


Leggi tutte le news