Infortuni sul lavoro

11/04/2008

Argomenti: Infortuni sul lavoro, Incidenti sul lavoro, Sicurezza lavoro

Il 2007 è stato un anno nero: 914.600 incidenti sul lavoro in Italia, con più di 1.000 morti, uno ogni sette ore. Il problema è grave e molto c'è da fare per migliorare i livelli di sicurezza. Se infatti si guardano i dati, nell'Unione Europea risulta che dal '95 al 2004 gli incidenti mortali si sono ridotti del 30%: in Germania del 46%, del 38% in Grecia, del 33% in Spagna e in Italia solo del 25%, quindi sotto la media. I morti denunciati all'INAIL nel 2005 erano stati 1.274: 67 in meno del 2006, quando si è superata la soglia psicologica dei 1.300, arrivando a 1.341. Le stime INAIL per il 2007 - non definitive - parlano di 1.232 morti, che  significano la maglia nera in Europa. Quasi il 98% degli infortuni mortali e l'89% di quelli gravi avviene in aziende con meno di 15 dipendenti; l'80% è nell'industria e nei servizi, il 19% in agricoltura, l'1% tra gli statali. Per inquadrare il fenomeno, non bisogna poi dimenticare che, secondo le stime, 200 mila casi di infortuni non mortali avvengono tra i lavoratori in nero, quindi non denunciati all'INAIL.

Il 2007

Le stime preliminari per l'anno 2007, elaborate sulla base delle proiezioni degli infortuni relativi ai primi dieci mesi dell'anno, confermano la debole tendenza al ribasso che si registra da molti anni. La flessione rispetto al 2006 si dovrebbe attestare intorno all'1,5%, con un calo molto consistente in Agricoltura (-9%), più contenuto nell'Industria e Servizi (1%) e un lieve incremento per i dipendenti statali. Complessivamente, nell'arco dell'ultimo quinquennio la riduzione è stata dell'8% circa; se si tiene conto dell'occupazione che, nello stesso periodo, è cresciuta del 6%, il miglioramento assume dimensioni e valenze più significative (-13,3%). Ma è un risultato che non soddisfa. Occorre un abbattimento più concreto e incisivo del fenomeno, anche alla luce della Direttiva Comunitaria n. 62 del 21 febbraio 2007, che prevede per i Paesi U.E. una riduzione del 25% nel periodo 2007-2012.

Incidenti che si ripetono

Uno studio INAIL sugli infortuni nelle aziende dell'Industria e Servizi ha confermato la stabilità strutturale di un particolare  fenomeno che era stato già indagato in esperienze precedenti. In pratica, risulta che su 3,74 milioni di aziende assicurate, quelle in cui si verifica almeno un infortunio rappresentano il 7,6% del totale (circa 280 mila aziende) e appena lo 0,48% (circa 18 mila aziende) quelle che hanno subito 5 o più infortuni, per un totale di quasi 480 mila denunce. Naturalmente il fenomeno è influenzato in misura determinante dalla "dimensione aziendale": le piccole aziende (fino a 15 addetti) che non subiscono infortuni nell'anno costituiscono ben il 94,7% del totale, mentre per le grandi (oltre 250 addetti) la percentuale scende al 4,6%.  Anche dall'analisi per settore di attività emergono spunti di interesse. In particolare, l'Industria dei metalli presenta la percentuale più bassa di aziende che non hanno denunciato infortuni nell'anno: 83,2% contro la media generale di 92,4%. Dunque, per le aziende di questo settore la probabilità di subire almeno un infortunio è significativamente superiore alla media. Questo è dovuto in larga parte al fattore "dimensione aziendale", là dove è alta la presenza di grandi aziende operanti a ciclo continuo (acciaierie, fonderie).

Giovanni Nenz


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