ISVAP: normative, illeciti e sanzioni

18/04/2012

di Alessandro Zaccarini

Il mondo assicurativo italiano poggia le proprie fondamenta su di una grande frattura, una sorta di canyon che divide tutto ciò che era prima del 2004 e tutto ciò che dovrebbe essere oggi. È infatti con la pubblicazione della circolare 533d/2004 da parte di Isvap che si è dato inizio ad una profonda mutazione della figura dell'assicuratore. Da quel momento in poi termini come "professionalità dell'intermediario", "trasparenza", "correttezza", etc. sono entrati nel vocabolario comune di coloro che orbitano nel sistema assicurativo.

Giusto un paio di anni dopo è stato inoltre emanato il Codice delle Assicurazioni Private, che ha dato nuove definizioni dei concetti fondamentali per ogni intermediario e soprattutto ha stabilito precise - ed ingenti - sanzioni per tutti coloro che  commettono illeciti in violazione del Codice stesso.

Ora, l'attività dell'assicuratore non è cambiata in sé e per sé, ma di certo la sua gestione amministrativa è divenuta molto più complessa e per certi versi essa ha assunto più importanza della "semplice" vendita di prodotti assicurativi. Per essere ancora più chiari, uno dei corollari derivanti da questo nuovo sistema è il seguente: chi svolge l'attività in formula imprenditoriale, quindi come libero professionista, deve considerare l'eventualità di incorrere in sanzioni da parte dell'Isvap come effetto collaterale gravante sulla propria impresa, un rischio di non conformità che potrebbe avere impatti devastanti. Esso va quindi necessariamente considerato come un costo diretto, gravante sul bilancio aziendale.

 Tale costo giustifica l'effettuazione di investimenti in termini di tempo e ricerca dell'efficienza da parte dell'iintermediario. Basti pensare che, solo nel 2011, le sanzioni erogate dall'ISVAP nei confronti di Compagnie e intermediari hanno sfiorato i 50 milioni di euro (per non parlare dei provvedimenti amministrativi e in ambito penale intrapresi nei loro confronti). Tali cifre spaventose derivano anche da quelli che vengono definiti come "illeciti seriali", ovvero comportamenti anomali dell'intermediario ripetuti nel tempo, da cui derivano "sanzioni seriali". In questi casi la sanzione prevista per singolo illecito viene moltiplicata per il numero dei casi rilevati. Per esempio se viene rilevata la mancata consegna dell'informativa precontrattuale, la sanzione individuata (ipotizziamo 1.000 euro) verrà necessariamente moltiplicata per il numero di polizze interessate dalla questione (per esempio 100): portando la sanzione globale ad un importo elevatissimo (100.000 euro nel nostro esempio)!

Il cuore della questione diviene quindi il seguente: come fare per organizzarsi al fine di evitare di venire sanzionati dall'Isvap? Stabilito l'obiettivo principale, ovvero crescita commerciale affiancata al contenimento di tale rischio, la migliore strategia è di certo costituita dalla creazione di una solida organizzazione del lavoro. Il personale esterno (per es. i subagenti) deve sapere come gestire le comunicazioni con la sede operativa, e che esse devono essere tempestive; il personale impiegatizio deve avere compiti ben definiti e gestire rapidamente il flusso di dati in ingresso, la loro archiviazione sia in forma digitale che cartacea; l'intermediario responsabile deve sorvegliare e coordinare il lavoro. Questi 3 punti costituiscono una enorme semplificazione del sistema, ma restano imprescindibili.

Una volta definita una struttura consolidata andranno adottati tutti gli accorgimenti necessari a rispettare le richieste di Isvap nei vari settori (incasso premi, gestione documentale, registrazione a foglio cassa, etc.). In tale contesto una buona conoscenza della normativa costituisce, come sempre accade, il fattore chiave.

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