L'operaio ferito chiede i danni

04/12/2007

Argomenti: Infortunio sul lavoro, Sicurezza del lavoro, Risarcimento Danno Biologico e Morale

 

Giuseppe, 32 anni, originario di Caserta, lavorava da dieci anni alle dipendenze di una delle più importanti aziende nella lavorazione del marmo della zona di Trani, in Puglia, dove l'operaio si era trasferito appena terminato il servizio militare. Giuseppe, serio e instancabile, sempre presente in cava o nello stabilimento a seconda delle necessità, era diventato persona di fiducia del titolare che volentieri gli affidava incarichi di responsabilità. Nel febbraio dello scorso anno, però, l'uomo rimane vittima di un grave infortunio mentre organizza il carico e la spedizione di una fornitura di "Rosso di Trani".

Era un venerdì pomeriggio ormai inoltrato, il cliente che aspettava il materiale in Francia aveva già più volte sollecitato la consegna e gli operai cercavano di sveltire al massimo le operazioni di carico del Tir. Tra questi Giuseppe, incaricato di controllare che nessun blocco restasse a terra. Purtroppo la fretta risulta fatale: una lastra di marmo non bene ancorata al muletto si sgancia e colpisce con violenza la gamba destra di Giuseppe, che travolto perde i sensi. Le fratture sono molto serie, malgrado il pronto intervento sanitario l'uomo rimane gravemente offeso e resta inabile per più di dodici mesi. Successivi controlli medici non danno speranze: nonostante le cure riabilitative, Giuseppe non può reggersi a lungo in piedi, la gamba destra non può essere forzata e l'uomo deve dire addio a una normale attività lavorativa.

Unica consolazione, in questa grave tragedia personale, la certezza di essere tutelato sul fronte legale senza dovere sostenere spese per vedere riconosciuti i propri diritti. L'operaio, infatti, aveva una polizza "Famiglia protetta" che, attivata dopo l'infortunio, gli ha permesso di avviare una causa contro l'azienda (nei confronti del cui rappresentante legale era stato instaurato d'ufficio un procedimento penale), chiedendo per la perdita della capacità lavorativa il risarcimento del danno biologico e morale.

 

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Due sono i principi costituzionali che stanno alla base dell'obbligo imposto al datore di lavoro di tutelare la salute dei lavoratori, e di garantire la salubrità dei luoghi di lavoro: l'art.32 e l'art.41. Mentre la prima norma dispone l'inviolabilità del diritto alla salute, la seconda tutela la libertà di iniziativa economica, ossia prevede che la libera iniziativa economica debba essere esercitata in modo tale da non ledere l'utilità sociale o da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Queste disposizioni delimitano i confini del c.d. "obbligo generale di sicurezza" previsto dall'art. 2087 del Codice civile: "L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa, le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro".

La norma in questione impone al datore di lavoro un generale dovere di protezione nei confronti del lavoratore, la cui inosservanza è fatta valere come azione risarcitoria di natura contrattuale. Il riferimento alla "particolarità del lavoro" sta ad indicare la specifica pericolosità del lavoro derivante da fattori quali la tipologia dell'ambiente, gli impianti, macchine ed attrezzature, la pericolosità del processo produttivo, le sostanze usate ed ogni altra caratteristica che conferisce al lavoro una pericolosità specifica. Il riferimento all'"esperienza" impone all'imprenditore di verificare quanto di nuovo e di più efficace viene messo a disposizione dal mercato e dalla tecnologia.

Il parametro della "tecnica" impone al datore di adottare tutte le misure e gli accorgimenti, che vengono via via acquisiti dal patrimonio tecnico-scientifico in funzione della loro attitudine ad elevare i livelli di sicurezza del lavoro.

Il datore di lavoro è sia penalmente che civilmente responsabile per gli infortuni che possano derivare ai propri dipendenti,a causa della mancata osservanza degli obblighi posti in materia dalla legge. Sul piano civile, l'imprenditore - in caso di lesione - è responsabile nei confronti del prestatore di lavoro e - in caso di morte - nei confronti degli eredi.

Giulia Venturelli

Infortunio sul lavoro: polizza Famiglia protetta


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