Mobbing e bullismo siedono tra i banchi di scuola

11/10/2006 - Fabio Picariello

Argomenti: Mobbing in ambiente scolastico, Bullismo

 

Torniamo a parlare di mobbing. Questa volta, sulla scia di alcuni fatti di cronaca, ci troviamo a constatare come questo fenomeno faccia ormai parte anche della realtà scolastica dove, a pagarne le conseguenze peggiori, sono gli alunni più deboli. Ricordiamo che il mobbing (dall'inglese to mob = aggredire, assalire) è una forma di persecuzione, ripetuta nel tempo, del dipendente sul luogo di lavoro, che può essere perpetrata da un superiore (mobbing verticale) o dagli stessi colleghi della vittima (mobbing orizzontale).

I segni manifestati dal mobbizzato variano dalla perdita dell'autostima allo stato d'ansia o stress, dalle crisi depressive ai tentativi di suicidio.

Nell'ambiente scolastico si parla di mobbing quando ci si riferisce a quegli episodi, certe volte tragici, in cui un alunno diventa la vittima di comportamenti umilianti e vessatori da parte di un insegnante.

Le azioni mobbizzanti possono essere le più diverse come prendere di mira uno studente con interrogazioni lunghe e inerenti argomenti scolastici non ancora spiegati, riprenderlo davanti alla classe con frasi umilianti per i più svariati motivi oppure approfittare d'ogni occasione per poter svilire le sue capacità scolastiche o relazionali. La cronaca registra, purtroppo, anche casi estremi di alunni arrivati al suicidio.

Un altro fenomeno, pure strisciante tra i banchi di scuola, è quello più correttamente definito come bullismo. In questo caso la vittima mobbizzata è sempre lo studente, che viene sottoposto ripetutamente ad azioni offensive da parte di uno o più compagni di scuola (si potrebbe quasi parlare di mobbing orizzontale). Le prepotenze si manifestano con insulti, offese, esclusioni dal gioco, cattiverie gratuite, prevaricazioni fisiche con calci e pugni, piccoli furti, etc ... .

Entrambi i fenomeni, pur tra loro profondamente diversi, sacrificano la stessa vittima: un alunno, forse più debole e sensibile degli altri, incapace di reagire all'esterno e che vive la sua delicata fase di fragile crescita adolescenziale.

Fabio Picariello


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