Noi e la legge - Diffamazione e diritto di cronaca

19/11/2007

Argomenti: Diffamazione, Diritto di Cronaca

 

La diffamazione è disciplinata dall'art. 595 del codice penale, a norma del quale commette il reato chiunque, comunicando con più persone, offende la reputazione altrui. Le notizie diffamatorie possono essere diffuse sia con il mezzo dello scritto, sia attraverso la pubblicazione di fotografie.
La divulgazione di fatti e notizie diffamatori non è punibile, nel caso in cui chi commette il fatto esercita un proprio diritto o agisce con il consenso della persona interessata; la pubblicazione di fatti e notizie di ogni tipo è riconducibile all'esercizio del diritto di cronaca, quale specie della libertà di manifestazione del pensiero e del diritto/dovere di informare dei giornalisti. In ogni caso il diritto di cronaca deve essere esercitato senza travalicare i limiti imposti dall'ordinamento.

Nella sentenza n. 5259 del 18 ottobre 1984 della Corte di Cassazione, vengono codificati i criteri che i giornalisti devono rispettare per non incorrere nei rigori della legge. Detti limiti sono:

a) che la notizia sia vera;

b) che esista un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti riferiti, in relazione alla loro attualità ed utilità sociale;

c) che l'informazione sia obiettiva;

d) che l'esposizione sia corretta.

Le offese alla reputazione personale o artistica attuate mediante la diffusione di notizie o foto diffamatorie possono comportare danni tanto alla vita di relazione, quanto a quella professionale. L' ordinamento ha previsto degli specifici strumenti di protezione della reputazione: il diritto di rettifica, la denuncia penale, la tutela cautelare civile e il risarcimento dei danni patrimoniali e morali.

In conclusione, da un lato la legittimità dell'esercizio del diritto di cronaca va correlata unicamente alla ricorrenza ed al rispetto dei suoi limiti "interni", dall'altro, il diritto stesso - purché legittimamente esercitato - prevale sulla tutela dell'altrui onore e reputazione e costituisce causa di giustificazione del reato di diffamazione.

Ancora, le manifestazioni del pensiero sono rilevanti e perseguibili penalmente (ex art. 595 c.p.) allorché superino anche uno solo dei limiti interni del diritto di cronaca.

Giulia Venturelli


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