Non rispettare le regole può davvero costare caro

26/11/2012

di Alessandro Zaccarini

1.135.888,89 euro...Â… ecco una cifra difficile da valutare senza ulteriori indicazioni: una goccia nel mare all'interno del bilancio di una compagnia generalista, spiccioli se estrapolata dal contesto di una manovra di bilancio del Governo, ma assolutamente enorme se paragonata alla capienza delle tasche di normali imprenditori e aziende. Ebbene, tale è stato l'ammontare delle sanzioni comminate da ISVAP ad una manciata di intermediari assicurativi! Venti professionisti la cui vita lavorativa verrà presumibilmente trasformata. La cosa più impressionante però è che tale importo milionario non riguarda un periodo di tempo particolarmente lungo, ma soltanto il mese di giugno 2012. Insomma, se ancora qualcuno poteva nutrire dei dubbi in merito alla virulenza delle sanzioni comminate dall'Istituto di Vigilanza, è arrivato sicuramente il momento di dissiparli. E tutto questo fa sorgere una domanda: come è possibile aver raggiunto una tale somma in solo un mese?

Analizzando il dettaglio delle sanzioni si nota subito la ricorrenza della voce "mancato rispetto delle regole di diligenza, correttezza e trasparenza nei confronti degli assicurati" da cui il coinvolgimento dellÂ’art.47 del Regolamento 5/2006: non è un caso che questo sia l'articolo più richiamato dalle sanzioni, in esso infatti si ritrova la quintessenza di tutta la normativa vigente. Il punto è che al di là delle specifiche previsioni regolamentari, l'articolo in questione dà forma al principio basilare del comportarsi con trasparenza e professionalità. Non vuote indicazioni quasi scontate, ma precise direzioni verso cui indirizzare il lavoro di ogni giorno. Da qui derivano alcuni degli obblighi più importanti in capo agli intermediari:

  • l'obbligo di consegna della documentazione precontrattuale più aggiornata (il 7B, per esempio, è un documento che vive con lÂ’'intermediario, muta insieme ad esso, ne rispecchia tutte le informazioni utili, e se lasciato privo di aggiornamento è come se non esistesse) da cui deriva la necessità di conservare una ricevuta controfirmata dal cliente, ma soprattutto di essere in grado di dimostrare di avere costruito una procedura efficace per garantire il corretto flusso informativo nei confronti del cliente;
  • l'obbligo di determinare l'adeguatezza della propria offerta, tramite la strutturazione e la compilazione (da parte del cliente e nessun altro...) di un questionario congruo e ben decodificabile (una manciata di domande del tipo "vuole sottoscrivere la polizza?", "è informato sulle franchigie?" non possono essere ritenute sufficienti);
  • ma anche la necessità di mantenere una ordinata archiviazione della cartellina di polizza, corredata prima di ogni altra cosa del simplo firmato in tutte le sue parti: ogni soggetto coinvolto dal contratto assicurativo deve conservare un simplo firmato, il cliente e la Compagnia quindi, ma anche l'intermediario. Per quest'ultimo, la sua mancanza vale almeno 1.000 euro di potenziale sanzione;
  • non a caso l'articolo ricorda l'importanza della tutela della privacy del cliente (di cui abbiamo diffusamente parlato nel numero scorso);
  • infine l'art.47 si occupa di disciplinare l'incasso dei premi stabilendone l'operatività in relazione ad ogni tipo di mezzo di pagamento utilizzabile.

In questa ultima parte della norma risiede uno degli adempimenti più sottovalutati da parte degli intermediari, ovvero la corretta intestazione degli assegni incassati dai clienti. Il punto a) del comma 3 cita testualmente che gli "assegni [devono essere]... Â…intestati all'impresa o all'intermediario, espressamente in tale qualità". Esso anticipa il contenuto dell'art.54 dello stesso regolamento che prevede la medesima intestazione anche per il conto corrente separato dedicato ai premi assicurativi. Riteniamo che vi sia una unica interpretazione di tale previsione regolamentare: il conto corrente e gli assegni ad esso indirizzati devono essere intestati all'intermediario con l'esplicita indicazione del proprio essere agente, o subagente, per una o più determinate Compagnie. Solo in questo modo il cliente potrà avere la certezza di avere fatto quanto in suo potere per indirizzare il proprio pagamento sul binario corretto, quello che porta verso la propria Compagnia.

A fronte di quanto sopra descritto le obiezioni più diffuse espresse dagli stessi interessati sono che si tratta di questioni di principio, che il cliente conosce bene il proprio agente e si fida, o che non ha voglia di compilare carte su carte e comunque non presta attenzione all'intestazione dei propri assegni, che il più delle volte fa compilare all'impiegata di turno... ebbene la risposta è semplice: ogni violazione riscontrata da un ispettore ISVAP nell'ambito dell'art.47 può portare ad una sanzione minima di 1.000 euro, che va poi moltiplicata per ogni caso (ogni polizza mancante, ogni assegno mal intestato, ogni firma non apposta, etc.) esaminato.

Tornando quindi alla nostra domanda iniziale, ecco spiegato come esista la reale possibilità che solo venti intermediari possano generare un tale monte sanzionatorio!

 


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