Sicurezza alimentare

16/11/2007

Argomenti: Sicurezza alimentare, Rintracciabilità prodotto 

 

Il primo gennaio di quest'anno è entrato in vigore il Regolamento europeo 178/2002, che introduce l'obbligo per tutti gli operatori alimentari di applicare un sistema in grado di rintracciare un prodotto. Ciò significa che deve essere sempre possibile ripetere il processo produttivo a ritroso: a partire dal prodotto finito vengono forniti gli strumenti per individuare il grossista, il trasportatore e via dicendo.

L'articolo 18 del Regolamento prevede espressamente che l'obbligo sia ottemperato da tutti gli operatori della filiera alimentare e mangimistica che entrano in contatto con alimenti. Devono essere individuabili mangimi, materie prime agricole, animali, e tutte le sostanze destinate a far parte dell'alimento.

Tutti i soggetti devono essere in grado di "scoprire" i propri fornitori di materie prime; l'operatore non dovrà risalire all'origine della materia prima ma individuare chi gli ha fornito la stessa. Ad esempio, imprenditore agricolo, centro raccolta, industria di prima lavorazione, ma anche un commerciante, un broker, un importatore. In caso di emergenza sanitaria oppure di frode, sarà quindi possibile risalire le varie tappe produttive per determinare l'origine del problema, e di conseguenza intervenire prontamente per limitare i danni.

Un secondo obbligo imposto dalla nuova normativa è quello di individuare il soggetto che ha ricevuto determinati prodotti. L'operatore, pertanto, dovrà indicare il proprio cliente diretto.

É invece escluso l'obbligo di seguire e conoscere le fasi successive di eventuale trasformazione, commercializzazione, distribuzione del prodotto, fino alla vendita finale.

É prevista, infine, la necessità di etichettare in modo conforme gli alimenti e mangimi che sono o verranno posti sul Mercato unico.

I prodotti non conformi ai requisiti di sicurezza alimentare dovranno essere ritirati dal mercato a cura degli operatori.

Elisa Drezza


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