Sport invernali e risarcimento danni

19/11/2007

Argomenti: Sport invernali, Norme di sicurezza, Sicurezza Impianti Sciistici

 

La diffusione dello sci da turismo è un fenomeno di rilevanti proporzioni, che ha prodotto un forte aumento delle richieste di risarcimento danni nei confronti degli utenti delle piste e dei gestori degli impianti. In questo scenario, la legge n. 363/03 che detta "Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo", si propone di garantire il primario diritto alla salute, prevenendo gli infortuni attraverso la definizione di uno standard minimo (ma omogeneo) di sicurezza degli impianti e delle piste, e stabilendo dei criteri per l'attribuzione della responsabilità civile in caso di incidenti.

Vengono perciò previste precise regole di comportamento, applicabili agli sciatori (anche con tavola snowboard), ai piloti di slitta o slittino e ai gestori degli impianti.
Viene fornita, inoltre, la definizione delle aree sciabili e la disciplina dello sci fuori pista.

Le principali novità per gli sciatori riguardano:

  • l'obbligo di tenere una condotta che, in relazione alle caratteristiche della pista e alla situazione ambientale, non costituisca pericolo per l'incolumità altrui;
  • l'obbligo per lo sciatore a monte di mantenere una direzione che gli consenta di evitare collisioni o interferenze con lo sciatore a valle;
  • l'obbligo di dare precedenza negli incroci a chi proviene da destra soprattutto l'obbligo di prestare l'assistenza occorrente a chiunque si trovi in difficoltà.

L'omissione di soccorso è sanzionata, oltre che dal codice penale, anche con l'applicazione di una pena pecuniaria da € 250 ad € 1000. L'art. 18 della legge stabilisce che, nel caso di scontro tra sciatori, si presume, fino a prova contraria, che ciascuno di essi abbia concorso ugualmente a produrre gli eventuali danni.

Ancora niente casco sotto i 14 anni
La norma che prevede l'obbligo per i minori di quattordici anni di indossare il casco protettivo, con ogni probabilità non potrà essere applicata perché alla data della sua entrata in vigore (prevista per il primo gennaio 2005), difficilmente sarà emanato il decreto legge con l'indicazione dei criteri per l'omologazione.

Sicurezza di piste e impianti
Anche i gestori degli impianti sono destinatari di numerose norme: dovranno infatti garantire le condizioni di sicurezza delle piste e dei mezzi di risalita, adottando una segnaletica uniforme e provvedendo a chiudere le piste in caso di pericolo o non agibilità delle stesse. Dovranno inoltre stipulare un'assicurazione per gli eventuali danni agli utenti ed ai terzi, per fatti derivanti dalla responsabilità civile del gestore in relazione all'uso delle aree sciabili.

I risarcimenti prima della legge
La nuova legge chiarisce gli ambiti entro i quali si garantisce una specifica tutela dell'utente delle piste da sci, il quale oggi viene espressamente riconosciuto soggetto di diritti. Anche in passato, comunque, sono stati risarciti danni derivati sia dall'esercizio di impianti sciistici, che dalla "circolazione di persone munite di sci", consentendo in ogni modo un'efficace tutela a chi pratica sport invernali sulla neve. Per esempio la Corte di Cassazione (con sentenza n.7916 26/4/04), ha stabilito che, considerato che ad un impianto di risalita solitamente hanno accesso anche sciatori principianti e minori non sempre in grado di controllare la propria direzione di marcia, il gestore, vista la notevole potenzialità di danno a terzi, è tenuto ad adottare tutte le misure idonee ad evitare ogni forma di insidia o pericolo che possa in qualche modo causare un danno, come per esempio, l'incauto posizionamento di paletti in ferro per delimitare l'ingresso dell'impianto.

L'attività di gestione degli impianti sciistici è quindi da considerarsi pericolosa, visto che dal suo esercizio possono derivare conseguenze dannose alla tipologia di utenti che normalmente vi accedono.

Ancora, le lesioni subite per una caduta da un impianto di risalita sono state ricondotte al contratto di trasporto oneroso, perciò si è riconosciuto il risarcimento del danno nel caso in cui il gestore dello skilift non avesse provveduto ad adottare tutte le misure idonee ad evitare il danno.

Così pure la condotta negligente degli addetti agli impianti, intenti a leggere il giornale anziché aiutare i passeggeri a salire sulla seggiovia, è stata ritenuta fonte di responsabilità extracontrattuale a carico dei gestori. ARAG, come sempre, è a fianco dei propri assicurati con la garanzia della Protezione Legale, necessaria per la tutela dei loro diritti ed interessi.

Olivia Flaim

Sport invernali e norme di sicurezza: assicurazione Famiglia protetta


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