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04/05/2021

Lo smart working (o lavoro agile) era un esperimento virtuoso di poche aziende.

Ora è una “rivoluzione” che coinvolge la vita professionale di molte persone.

Circa 7,3 milioni di italiani stanno lavorando al di fuori dei locali aziendali, con flessibilità di orario e con l’uso di strumenti tecnologici.

Quali sono le novità normative per lo smart working?
Cosa accade se il lavoratore ha un infortunio fuori dall'ufficio?

Vediamolo insieme.

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Smart working senza accordo individuale fino a dicembre 2021

Per favorire il lavoro da remoto il Governo ha introdotto una procedura snella per comunicare i dati degli smart workers.
I datori di lavoro privati possono così applicare il lavoro agile ad ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali previsti dalla normativa vigente.

Il cosiddetto smart working "semplificato" può essere adottato dai datori di lavoro privati fino al 31 dicembre 2021 in virtù della proroga decisa con il Decreto Legge n. 52/2021 (cosiddetto decreto Riaperture).

 

Dopo la fine della emergenza sanitaria Smart working con accordo individuale

Una volta tornata la normalità saranno necessari gli accordi individuali (artt. 18 – 23 della legge 81/2017) per accedere allo smart working.

Il datore di lavoro potrà rivalutare se le mansioni dei dipendenti possono essere svolte a distanza oppure se è necessaria la presenza dei dipendenti presso i locali aziendali.

L'infortunio in Smart working è infortunio sul lavoro?

 
 

Chi lavora da remoto è tutelato dalla legge.

In particolare l'assicurazione obbligatoria Inail copre gli infortuni sul lavoro:

- che dipendono da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all'esterno dei locali aziendali

- oppure che avvengono in itinere, ossia durante il percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all'esterno dei locali aziendali (nei limiti e secondo le condizioni previsti dall'art. 2 del D.P.R. 1124/1965), quando il luogo sia stato scelto, secondo criteri di ragionevolezza, per esigenze connesse alla prestazione stessa o alla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative.

L’Inail - Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro – si è pronunciata di recente su un caso concreto di infortunio in smart working.
Una lavoratrice è caduta dalle scale, in casa, mentre era al telefono con una collega di lavoro.
L’Inail ha respinto in un primo momento la richiesta di risarcimento.
La lavoratrice ha poi presentato ricorso e l’ente ha accolto le sue richieste, qualificando l’episodio come un vero e proprio infortunio sul lavoro.

Se ti interessa approfondire le caratteristiche del lavoro da remoto leggi qui come funziona lo smart working

Che cosa ti può offrire ARAG?

La polizza di Tutela Legale ARAG copre le spese dell’avvocato e del perito e dà un supporto legale qualificato mediante servizi e informazioni sempre accessibili.

Il nostro obiettivo è fare in modo che i clienti ARAG sappiano sempre cosa fare e a chi rivolgersi, anche solo se hanno un dubbio o una curiosità.

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