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Ti comunicano la cancellazione del volo, magari all’ultimo momento.
Provi innanzitutto una grande delusione, poi la voglia di reagire ma magari non sai esattamente cosa fare.

La cancellazione di un volo non è qualcosa di “irreparabile” perché vi è uno scudo che tutela i passeggeri: il regolamento europeo 261/2004.

Qui ti spieghiamo cosa devi fare appena sai che il tuo volo è stato cancellato e come ottenere una somma di denaro come risarcimento, valutando le informazioni che la compagnia aerea ti ha dato (o avrebbe dovuto darti).

Infine cerchiamo di fare chiarezza sugli scioperi del personale delle compagnie aeree.

Flight Claim - volo in ritardo o cancellato?

Per verificare on line se hai diritto al risarcimento in caso di volo cancellato o in ritardo.

Perché le compagnie aeree stanno cancellando molti voli

A causa della pandemia e delle molteplici restrizioni nei viaggi, molte compagnie aeree hanno dovuto ridurre nel 2020 e nel 2021 i posti di lavoro, rinunciando a parte del personale di terra e, in alcuni casi, anche a piloti e assistenti di volo.

Le cose sono totalmente cambiate nell'estate 2022: le persone vogliono e possono viaggiare in aereo e sono aumentate le richieste di prenotazione.
Alcune compagnie aeree però stanno incontrando difficoltà a soddisfare le richieste di voli, non potendo trovare tutto il personale di cui avrebbero bisogno in così poco tempo.

Se il tuo volo viene cancellato hai due opzioni

 
  • Puoi annullare la prenotazione e chiedere il rimborso del volo inutilizzato;

  • oppure puoi scegliere la riprotezione: la compagnia è tenuta a proporti un volo alternativo, senza costi aggiuntivi rispetto al biglietto originario.

 

Inoltre se al momento della cancellazione ti trovi in aeroporto, la compagnia aerea ti deve fornire la necessaria assistenza, quindi

 
  • pasti e bevande commisurati alla durata dell’attesa;
  • due chiamate telefoniche gratuite;
  • il trasporto e la sistemazione in albergo se la partenza è rinviata di almeno un giorno.
 

Cosa devi fare una volta scoperta la cancellazione del volo?

 
  • Chiedi alla compagnia aerea un chiarimento sul motivo per cui non sei potuto/a partire;
  • Conserva copia di tutti i documenti, anche quelli inerenti eventuali spese aggiuntive sostenute (per esempio pasti oppure pernottamento);
  • Se la compagnia non risponde affidati ad ARAG che analizza il tuo caso e ti dice se puoi presentare un reclamo alla compagnia; scopri il nostro Flight Claim

In caso di cancellazione "non giustificata" i passeggeri hanno diritto alla compensazione pecuniaria:

  • 250 euro per le tratte fino a 1.500 chilometri;

  • 400 euro per le tratte comprese tra 1.500 e 3.500 chilometri;

  • 600 euro per le tratte superiori a 3.500 chilometri.

 

Questi importi sono ridotti del 50% se vieni riprotetto su un volo alternativo che arriva a destinazione con un ritardo di non più di 2, 3 o 4 ore rispetto all’orario del volo originariamente prenotato, a seconda della distanza chilometrica.

Il risarcimento tuttavia non è dovuto se ti informano della cancellazione:

  • due settimane prima dell'orario di partenza previsto;
  • nel periodo compreso tra due settimane e sette giorni prima dell'orario di partenza previsto e viene offerto di partire con un volo alternativo non più di due ore prima dell'orario di partenza previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di quattro ore dopo l'orario d'arrivo previsto;
  • meno di sette giorni prima dell'orario di partenza previsto e viene offerto di partire con un volo alternativo non più di un'ora prima dell'orario di partenza previsto e di raggiungere la destinazione finale meno di due ore dopo l'orario d'arrivo previsto.
 

Oltre alla somma forfettaria (250,400 o 600 euro), se dimostri che la cancellazione del volo ti ha provocato ulteriori danni, puoi chiederne il risarcimento. Nella richiesta alla compagnia devi allegare tutti i documenti che provano i pregiudizi subiti.

Cosa accade se la compagnia cancella i voli per uno sciopero?

In base al regolamento 261/2004 la compagnia aerea non deve pagare un risarcimento (la cosiddetta compensazione pecuniaria) se la cancellazione è dovuta a circostanze eccezionali, che non rientrano nella sua sfera di responsabilità.

Quali sono tali circostanze? Per esempio le condizioni meteorologiche avverse, i problemi tecnici straordinari e gli scioperi del personale dell'aeroporto.

Gli scioperi non sono tutti uguali e non sempre vanno considerati "circostanza eccezionale".

Per esempio se la compagnia aerea affronta un'assenza in massa del personale ("sciopero selvaggio"), ci si deve chiedere cosa l'ha scatenata.

In un caso portato all'attenzione dei giudici comunitari, le assenze in massa, per malattia, del personale dipendente della compagnia aerea si erano verificate a causa della diffusione della notizia di un piano di ristrutturazione che avrebbe interessato la compagnia stessa.

Per la Corte di Giustizia questo "sciopero selvaggio", in quanto conseguenza diretta di una decisione della compagnia, non è una circostanza eccezionale: infatti le ristrutturazioni e le riorganizzazioni sono delle normali misure di gestione delle imprese ed è normale che le compagnie aeree possano trovarsi ad affrontare divergenze e conflitti con tutto, o parte, del personale dipendente (sentenza della Corte di Giustizia del 17/04/2018, C-195/17).

In un altro caso un passeggero aveva prenotato un posto su un volo che collegava Malmö a Stoccolma, ma il volo era stato cancellato a causa dello sciopero dei piloti di una compagnia aerea in Danimarca, in Svezia e in Norvegia, sciopero al quale erano stati invitati dai sindacati che li rappresentavano.

Il passeggero chiese il pagamento della compensazione pecuniaria, ma la compagnia aerea si rifiutò di pagare, ritenendo che lo sciopero dei suoi piloti fosse una circostanza che sfuggiva al suo effettivo controllo.

La Corte di giustizia, chiamata a pronunciarsi sul caso, ha chiarito cosa si deve intendere per prevedibilità di uno sciopero da parte di una compagnia aerea.

Se la compagnia ha a che fare con uno sciopero del suo personale, motivato da rivendicazioni connesse alle condizioni di lavoro e di retribuzione, non può sostenere di non avere alcun tipo di controllo su tale movimento.

Dunque secondo la Corte di Giustizia "non rientra nella nozione di «circostanza eccezionale», ai sensi del regolamento sui diritti dei passeggeri del trasporto aereo, uno sciopero del personale di un vettore aereo operativo legato a rivendicazioni attinenti ai rapporti di lavoro tra detto vettore e il suo personale le quali possano essere trattate nell’ambito del dialogo sociale interno all’impresa, inclusa la contrattazione salariale" (sentenza del 23 marzo 2021, Causa C‑28/20).



In collaborazione con:

Studio Legale Spagnuoli
Piazza F. Guardi 11
20133 Milano

Si avverte che i contenuti hanno carattere meramente informativo e non possono sostituirsi ad una consulenza da parte di un professionista qualificato sul caso specifico. In nessun caso la compagnia può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne possa essere fatto.

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