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29/10/2018

La cancellazione dei voli aerei può causare notevoli disagi per i passeggeri.
Esistono diversi modi per richiedere il risarcimento danni, anche quando i disagi sono causati dagli scioperi delle compagnie aeree o del personale aeroportuale.

Che cosa si può fare per tutelare i propri diritti di passeggero ed ottenere un risarcimento?

Per rispondere a questa domanda è necessario fare riferimento al Regolamento CE 261/2004, entrato in vigore il 17 febbraio 2005, che ha istituito regole comuni in materia di compensazione pecuniaria ed assistenza ai passeggeri in caso di cancellazione del volo, di volo in ritardo per più di 3 ore o di un negato imbarco per overbooking.

Tale regolamento deve essere rispettato da tutte le compagnie europee, qualunque sia l'aeroporto di partenza o di arrivo del volo, ed anche dalle compagnie aeree non europee, il cui volo è in partenza da un aeroporto europeo.

 

In concreto, quali sono i diritti garantiti dal regolamento CE 261/2004 nel caso di volo cancellato?

Bisogna innanzitutto controllare sul sito della compagnia se il volo rientra tra quelli cancellati. In caso di cancellazione si hanno due opzioni:

  • annullare la prenotazione e chiedere il rimborso del volo inutilizzato;

  • scegliere la riprotezione, cioè accogliere una proposta di volo alternativo di partenza, senza costi aggiuntivi rispetto al biglietto originario.

In entrambi i casi l’operazione può essere effettuata attraverso apposito form on-line disponibile sul sito della compagnia aerea.

Il vettore aereo dovrà inoltre risarcire i passeggeri con una compensazione pecuniaria di:

  • 250 euro per le percorrenze fino a 1.500 chilometri;

  • 400 euro per le tratte comprese tra i 1.500 e i 3.500 chilometri;

  • 600 euro per i voli superiori a 3500 chilometri.

Infine, se al momento della cancellazione ci si trova in aeroporto, la compagnia aerea deve fornire la necessaria assistenza: pasti e bevande commisurati alla durata dell’attesa per il volo alternativo, chiamate gratuite e, se l’orario di partenza è rinviato di almeno un giorno, il trasporto e la sistemazione in albergo.

Tali importi sono ridotti del 50% se sei stato riprotetto su un volo alternativo che ha comportato un ritardo di non più di 2, 3 o 4 ore rispetto all’orario del volo originariamente prenotato, a seconda delle distanze chilometriche sopra indicate.

L’indennizzo tuttavia non è dovuto se:

  • i passeggeri sono stati informati della cancellazione del volo almeno due settimane prima dell'orario di partenza;
  • i passeggeri sono stati informati della cancellazione del volo nel periodo compreso tra 2 settimane e 7 giorni prima dell'orario di partenza ed è stato loro offerto un volo alternativo con arrivo a destinazione finale con meno di 4 ore di ritardo;
  • i passeggeri sono stati informati della cancellazione del volo meno di 7 giorni prima ed è stato loro offerto di partire con un volo alternativo non più di un'ora prima dell'orario di partenza previsto e di raggiungere la destinazione finale con meno di 2 ore di ritardo.

A norma del regolamento CE il vettore aereo non è tenuto a pagare alcuna compensazione pecuniaria se la cancellazione è dovuta a circostanze eccezionali e quindi al di fuori della sua sfera di responsabilità. Tra tali circostanze vengono comunemente considerate: instabilità politica, condizioni meteorologiche avverse, rischi per la sicurezza e scioperi aeroportuali.

Non tutti gli scioperi vengono però trattati alla stessa stregua e, quando ci si trova di fronte alla cancellazione di un volo a causa appunto di uno sciopero, la compagnia aerea non sarà necessariamente esonerata dall'obbligo di corrispondere gli indennizzi.

Oltre all’indennizzo, se dimostri che la cancellazione del volo ti ha provocato ulteriori danni, puoi chiederne il risarcimento. Ovviamente la richiesta deve essere corredata da documentazione che comprovi il pregiudizio patito.

Novità 2018: indennizzi possibili anche in caso di sciopero!

Con la recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea n° C-195/17 del 17.04.2018 l’erogazione degli indennizzi per voli cancellati è stata infatti estesa anche all’ipotesi in cui la compagnia aerea non possa rispettare il programma dei voli a causa di un’assenza in massa del personale (e quindi in caso di sciopero selvaggio).

Secondo i Giudici europei, le “circostanze eccezionali” di cui al regolamento CE corrispondono a quegli eventi che – non afferendo al normale esercizio dell’attività del vettore aereo – sfuggono all'effettivo controllo di quest’ultimo. Nel caso in esame, le assenze per malattia del personale dipendente della compagnia aerea si sono verificate a seguito della diffusione della notizia del piano di ristrutturazione che avrebbe interessato l’azienda stessa.

Di conseguenza, per la Corte di Giustizia, lo sciopero selvaggio, in quanto diretta conseguenza di una decisione del vettore, non può essere qualificata come circostanza che sfugge all'effettivo controllo del vettore aereo interessato: le ristrutturazioni e le riorganizzazioni afferiscono infatti alle normali misure di gestione delle imprese e, per l’effetto, è altrettanto normale che la compagnia aerea possa doversi trovare ad affrontare divergenze e conflitti con tutto, o parte, del personale dipendente.

La Corte ha poi avuto modo di chiarire che in generale, per la valutazione dell’eventuale sussistenza delle circostanze eccezionali, non è necessario che lo sciopero - secondo la legge interna - sia qualificato come selvaggio perché non proclamato ufficialmente da un sindacato. Infatti, procedere alla distinzione tra gli scioperi che - sulla base del diritto nazionale applicabile - sarebbero leciti e quelli che non lo sarebbero, per determinare se debbano essere considerati circostanze eccezionali ai sensi del regolamento CE, farebbe dipendere il diritto alla compensazione pecuniaria dei passeggeri dalle disposizioni del singolo Stato, pregiudicando quindi l'efficacia del regolamento che mira a garantire un elevato livello di protezione per i passeggeri, nonché ad armonizzare l’esercizio dell’attività di vettore aereo nel territorio dell’Unione.

Sulla base quindi delle disposizioni dettate dal Regolamento CE nonché sulle base delle interpretazioni fornite dalla Corte di Giustizia Europea, ogni volta che qualcuno di noi vedrà cancellato il proprio volo aereo a causa di uno sciopero – vuoi del vettore aereo che del personale aeroportuale – potrà verificare se la cancellazione è conseguenza o meno di una circostanza eccezionale che sfugge al controllo ed alla responsabilità del vettore aereo, escludendo quindi qualsivoglia diritto ad ottenere un risarcimento sotto forma di compensazione pecuniaria.

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In collaborazione con:

Studio Legale Spagnuoli
Piazza F. Guardi 11
20133 Milano

Si avverte che i contenuti hanno carattere meramente informativo e non possono sostituirsi ad una consulenza da parte di un professionista qualificato sul caso specifico. In nessun caso la compagnia può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne possa essere fatto.

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