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30/09/2021

 

Chi ha un negozio deve prestare attenzione a molte cose.
Anche a chi pulisce il marciapiede, davanti al negozio, ove transitano i clienti ed i passanti.
Vediamo insieme un caso specifico.

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Marciapiede scivoloso: una sentenza della Cassazione

La Cassazione si è pronunciata sul seguente caso: una donna cade sul marciapiede, di fronte ad un negozio, a causa di un liquido scivoloso lasciato lì dalla persona che si occupa delle pulizie su incarico del negozio.

I giudici hanno considerato legittima la pretesa risarcitoria della donna nei confronti del titolare dell'esercizio commerciale (Cassazione civile n. 1107/ 2021).

La responsabilità del titolare sussiste, infatti, non solo nel caso in cui ad occuparsi di tenere pulita la strada sia un lavoratore subordinato (un dipendente del negozio), ma anche se si tratta di una persona che si occupa saltuariamente delle pulizie all'interno della struttura (art. 2049 del codice civile).

In altre parole, secondo la Cassazione, non è necessario che tra il soggetto che getta sul marciapiede l’acqua saponata e il titolare del negozio ci sia un contratto formale di lavoro, ma è sufficiente che vi sia un rapporto di necessaria occasionalità tra le mansioni assegnate ed il fatto commesso.


 

Come si deve comportare il pedone

È un principio ormai consolidato che anche il pedone deve essere diligente e fare attenzione alla situazione dei luoghi.
Solo se una insidia non è facilmente visibile si può chiedere un risarcimento per i danni subiti a causa di una caduta.

Chi subisce dei danni deve quindi necessariamente provare:
- che lo stato dei luoghi presentava un’obiettiva situazione di pericolosità, tale da rendere molto probabile, se non inevitabile, il verificarsi del sinistro;
- di aver adottato un comportamento cauto, conforme alla situazione di rischio percepibile con l’ordinaria diligenza.

A volte basta mettere un cartello…

La presenza dell’acqua sull’asfalto è un fattore percepibile, di regola, anche ad occhio nudo.
Ciononostante il pedone potrebbe non comprendere che si tratta di acqua saponata e, come tale, pericolosa.

Per tale ragione il titolare dell’esercizio commerciale dovrebbe avvertire le persone, in modo efficace, circa il pericolo in corso e, in ogni caso, evitare tutte le situazioni che possono arrecare danni a terzi.

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