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03/04/2018


Tutti abbiamo degli amabili vicini di casa che appena appoggi la testa sul cuscino iniziano con traslochi, balli di gruppo e tornei di bocce (cit.).
Sul terzo gradino del podio della classifica delle liti condominiali troviamo chi stende i panni (o annaffia le piante) e fa cadere l’acqua al piano di sotto.



Che tu sia colui che stende i panni ad asciugare, o colui che rischia un “gavettone” ogni volta che si affaccia sul balcone, continua a leggere questo articolo.

Generalmente, sono i regolamenti condominiali che disciplinano questo caso: soprattutto al fine di salvaguardare l'estetica ed il decoro del palazzo, ma anche per evitare l'insorgere di controversie tra vicini di casa. In aggiunta, in alcune città, sono i regolamenti comunali a vietare espressamente di stendere abiti fuori dalle finestre che si affacciano sulle pubbliche vie e a circoscrivere la possibilità di sbattere ed esporre il bucato in determinati orari del giorno, al fine di preservare il pubblico decoro.
In assenza di regolamenti condominiali o di polizia urbana, non è possibile agire in maniera del tutto incontrollata e vi sono comunque delle regole da rispettare che, se violate, rendono giuridicamente lo stendere i panni in maniera impropria un comportamento lesivo dei diritti altrui.

L'articolo 908 del codice civile disciplina lo scarico delle acque piovane, sancendo al primo comma che "il proprietario deve costruire i tetti in maniera che le acque piovane scolino sul suo terreno e non può farle cadere nel fondo del vicino". E' proprio tale articolo che, in alcuni casi, ha fatto sì che fosse giudicata lesiva dei diritti altrui la condotta del vicino che stende i propri panni senza averli strizzati per bene, facendoli così gocciolare sul balcone del condomino che abita sotto di lui.
Inoltre, la Cassazione ha stabilito che i panni lavati possono essere stesi negli spazi condominiali, a patto però che vengano "strizzati" bene per evitare di farli sgocciolare in condominio (cfr. Cass. n.14547/2012).

Quindi, se si subiscono dei fastidi dalla condotta del vicino che stende la biancheria in maniera inappropriata, si potrà se far ricorso all'articolo 908 del codice civile, inizialmente limitandosi a diffidare il condomino dal proseguire con una simile condotta.
Quando però il vicino di casa persiste nel proprio comportamento, è possibile andare avanti e citarlo in giudizio per ordinare la rimozione dello stendibiancheria "fastidioso".
Quando, poi, ci sono regolamenti condominiali o comunali che disciplinano espressamente tale materia, limitandola o vietandola, gli appigli per potersi "difendere" sono di certo più numerosi e più solidi. Quando è il Comune a imporre il divieto, sarà addirittura possibile rivolgersi direttamente alla polizia municipale per pretendere il rispetto del regolamento, indipendentemente da un reale fastidio subito.

In tutti i casi, ovviamente, dovrebbe sempre prevalere il buonsenso.

A cura di: Stefano Mariotto

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