Vai al contenuto Vai alla ricerca Vai al contatti Vai alla mappa del sito

03/12/2018


Si, il diritto di stipulare più assicurazioni sullo stesso rischio è garantito dall'articolo 1910 del codice civile.

Attenzione però, perché l’assicurato è obbligato a soddisfare determinati requisiti di informazione, pena la validità delle coperture.

ARAG Tutela Legale Famiglia

La tua famiglia è la cosa più importante che hai: proteggila da ogni imprevisto.

Gli obblighi a carico dell’assicurato:

Nel disciplinare la materia infatti, la norma del codice civile stabilisce a carico dell’assicurato obblighi di informazione verso tutti gli assicuratori del medesimo rischio sia all'atto della stipula che al verificarsi del danno: Se per il medesimo rischio sono contratte separatamente più assicurazioni presso diversi assicuratori, l'assicurato deve dare avviso di tutte le assicurazioni a ciascun assicuratore. Se l'assicurato omette dolosamente di dare l'avviso, gli assicuratori non sono tenuti a pagare l'indennità.
Nel caso di sinistro, l'assicurato deve darne avviso a tutti gli assicuratori a norma dell'articolo 1913, indicando a ciascuno il nome degli altri. L'assicurato può chiedere a ciascun assicuratore l'indennità dovuta secondo il rispettivo contratto, purché le somme complessivamente riscosse non superino l'ammontare del danno. L'assicuratore che ha pagato ha diritto di regresso contro gli altri per la ripartizione proporzionale in ragione delle indennità dovute secondo i rispettivi contratti. Se un assicuratore è insolvente, la sua quota viene ripartita fra gli altri assicuratori”
.

Quindi la stipula di più polizze a copertura del medesimo rischio è possibile (si parla in questi casi di coassicurazione ai sensi dell’art. 1911 cod. civ.), ma a condizione che l’assicurato rispetti gli obblighi di informativa. In difetto, gli assicuratori potranno rifiutare il pagamento.

Per lo stesso rischio, ogni assicuratore risponde per una quota:

Quando si stipulano, per lo stesso rischio, più polizze con assicuratori diversi, si stabilisce con questi la quota dell’indennità assicurata, cosicché, in caso di sinistro, ciascuno sarà tenuto a pagare l’indennità prevista in proporzione della relativa quota.

  • La regola mira ad evitare che il contratto di assicurazione si trasformi in fonte di lucro, con indebito arricchimento dell’assicurato e conseguenze pregiudizievoli per le imprese di assicurazione nonché, di riflesso, per l’economia nazionale. Da questo principio le Sezioni Unite della Cassazione hanno tratto la conseguenza che, ai fini dell’applicabilità della norma all’assicurazione contro gli infortuni, è necessario accertare se tale tipo di assicurazione abbia o meno natura indennitaria.

L’indennizzo deve seguire la regola del principio indennitario:

Il principio indennitario, infatti, vieta la possibilità di ottenere più risarcimenti per lo stesso rischio; per conseguenza l’indennizzo totale non può superare il danno realmente subito. Per esempio, se il danno subito è pari a 5.000 euro e ho stipulato più polizze non potrò ricevere 5.000 euro da ogni compagnia, ma ognuna di esse concorrerà pro quota al risarcimento del danno occorso.

Il principio indennitario riguarda i casi di malattia e infortunio. È quanto stabilito da una recente sentenza della Corte di Cassazione (Cass. 10602/2018).

Partendo dal dettato dell’art. 1882 cod. civ. secondo cui “l’assicurazione è il contratto col quale l’assicuratore, verso il pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro…” la Suprema Corte, infatti, ha considerato che con l’inciso “ad esso prodotto”, la norma si riferisce anche ai danni a persona e quindi anche alla malattia e all’infortunio, quali eventi produttivi di danno per l’assicurato e per tale ragione concorrenti alla funzione indennitaria propria dell’assicurazione contro i danni.

Le previsioni di cui all’art. 1910 cod. civ. (divieto di cumulo e ripartizione pro quota) sono applicabili alle assicurazioni su malattie e infortuni, stante l’asserita possibilità di fissare un tetto massimo anche nei casi di danno alla persona (Cass. 5119/2002). Ed infatti, sempre in ossequio al principio indennitario, nel caso di invalidità da malattia (o infortunio), la misura dell’indennizzo è predeterminata dalla polizza, ciò costituendo una modalità di quantificazione delle conseguenze dannose, così come previsto anche in materia di assicurazione contro i danni.

Che cosa ti offre ARAG?


Per difendere i tuoi diritti rivolgiti ad un esperto ARAG, o per saperne di più e trovare l’offerta giusta per te, visita la pagina La Tutela legale ARAG per la tua famiglia

In collaborazione con:

Studio Legale Potenza
Galleria del Toro, 3
40121 Bologna

Si avverte che i contenuti hanno carattere meramente informativo e non possono sostituirsi ad una consulenza da parte di un professionista qualificato sul caso specifico. In nessun caso la compagnia può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne possa essere fatto.

Potrebbero interessarti anche...

ARAG SE Rappresentanza Generale e Direzione per l'Italia - Viale del Commercio, 59 , 37135 Verona P.I. 04167600230 - C.F. e n. R.I. Verona 93238290238 - REA n. VR - 394658. Iscritta in data 20/08/2012 all'Albo Imprese di Assicurazione IVASS, Elenco I, n. I.00108 (Imprese comunitarie autorizzate ad operare in regime di stabilimento). Rappresentante Generale e Direttore Generale per l'Italia: Andrea Andreta. Tel.: 045 8290411 - Fax: 045 8290449 - e-mail: arag@arag.it - pec: arag@pec.arag.it web: www.arag.it

ARAG SE - Societas Europaea - sede legale D - 40472 Düsseldorf (Germania), ARAG Platz 1 Capitale sociale Euro 100.000.000. Iscritta nel Registro del Tribunale di Düsseldorf al n. HRB 66846 - Soggetta al controllo della Autorità di vigilanza tedesca Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht (BaFin: www.bafin.de). Presidente del Consiglio di Sorveglianza: Gerd Peskes. Consiglio di Gestione: Dr. Paul-Otto Faßbender (Pres.), Dr. Renko Dirksen, Dr. Matthias Maslaton, Werner Nicoll, Hanno Petersen, Dr. Joerg Schwarze.