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23/01/2019


Negli ultimi mesi si è discusso a lungo sulla problematica relativa alle targhe di prova delle automobili. Infatti, secondo il parere della Polizia Stradale, andrebbe utilizzata esclusivamente su veicoli non ancora immatricolati.

Dal punto di vista legale, l’interpretazione del Ministero dell’Interno ha fondamento, ma mal si concilia con la consolidata prassi da parte di concessionarie e officine di far circolare con la targa provvisoria anche veicoli regolarmente immatricolati ma sprovvisti di assicurazione, prevalentemente per collaudare automobili in riparazione o manutenzione.

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Per questa targa, un utilizzo non sempre lecito

Col tempo, si è aggiunta alla precedente un’altra prassi, sicuramente non lecita: l’utilizzo della targa di prova, da parte dei commercianti di automobili, per circolare con un’auto già normalmente targata, non per esigenze di collaudo di veicoli, ma per altri usi, semplicemente per evitare di pagare assicurazione e revisione.

Sanzioni sospese, in attesa di un chiarimento definitivo

La complessità della questione, che con il tempo ha acquisito una particolare rilevanza per gli operatori economici del settore, ha imposto l’individuazione di una soluzione condivisa che potesse cercare di salvaguardare il diritto di libera iniziativa economica senza compromettere la sicurezza della circolazione.

Per risolvere la controversia tra Polizia Stradale e Motorizzazioni Civili sarà necessaria la pronuncia del Consiglio di Stato, sollecitato ad intervenire dalle varie associazioni di categoria, per chiarire una vicenda che rischia di “limitare fortemente le attività degli operatori”.

Tuttavia, i tempi del massimo organo consultivo italiano potrebbero essere abbastanza lunghi; per questa ragione si è deciso di bloccare momentaneamente le sanzioni, allo scopo di evitare effetti pregiudizievoli per l’attività degli operatori del settore. Infatti, con l’emanazione della Circolare del Ministero dell’Interno del 30 maggio 2018 (300/a/4341/18/105/20/3), indirizzata a Polizia di stato, Carabinieri, Guardia di finanza e alle Prefetture Italiane, in attesa di un dirimente parere del Consiglio di Stato, sono state bloccate le sanzioni nei confronti di chi utilizza targhe di prova anche su veicoli già immatricolati ma sprovvisti di copertura assicurativa.

Per il momento, dunque, nessuna multa per la violazione dell’obbligo dell’assicurazione RC Auto nei confronti degli operatori del settore automobile (meccanici, rappresentanti, rivenditori di automobili ecc.) che facciano circolare veicoli sprovvisti di copertura, per esigenze connesse con prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento e che applichino all’autovettura una targa prova, allo scopo di tutelarsi da eventuali danni provocati durante la circolazione.

Quindi, targa prova ok, ma solo a certe condizioni!

E' necessario il rigoroso rispetto delle disposizioni in materia, in particolare di quelle dell’art. 98 del Codice della Strada, come modificato ed integrato dal DPR 474/2001, secondo cui “Chiunque adibisce un veicolo in circolazione di prova ad uso diverso è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 ad euro 335. La stessa sanzione si applica se il veicolo circola senza che su di esso sia presente il titolare dell'autorizzazione o un suo dipendente munito di apposita delega”.

Attenzione:

Va ricordato, però, che la targa provvisoria non autorizza la circolazione di un determinato veicolo ma l’esercizio di una determinata attività che per la sua potenziale pericolosità può essere esercitata solo da determinate categorie di tecnici riconosciuti. Lo conferma il fatto che la targa prova non è associata stabilmente ad un veicolo ma può essere trasferita su qualsiasi veicolo, purchè il Ministero dei Trasporti abbia verificato la sussistenza dei requisiti del soggetto autorizzato, il quale dovrà essere sempre a bordo durante la prova.

La Circolare del Ministero dell’Interno, inoltre, ha puntualizzato che…

la circolazione su strada con targa di prova è consentita per veicoli non ancora immatricolati, sprovvisti perciò di una propria targa di riconoscimento e di documenti di circolazione. Si può circolare con targa di prova anche su veicoli già immatricolati per effettuare prove tecniche, però essi devono essere in regola con l’assicurazione e la revisione. E’ utilizzabile, ad esempio, nel caso di un veicolo commerciale nuovo il cui allestimento venga modificato prima dell’immatricolazione; in tal caso, infatti, l’officina avrà la necessità di provare l’autovettura su strada, durante i lavori di trasformazione.

Importante sottolineare un ultimo dettaglio non di poco conto. Se il personale di un’officina circola con targa di prova su un veicolo non in regola con l’assicurazione e/o revisione, la responsabilità penale e civile per eventuali incidenti, ricade non solo sull’officina, ma anche sul proprietario del veicolo.

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In collaborazione con:

Studio Legale Associato Franciosa – Passini
Viale Mazzini, 123
00195 Roma

Si avverte che i contenuti hanno carattere meramente informativo e non possono sostituirsi ad una consulenza da parte di un professionista qualificato sul caso specifico. In nessun caso la compagnia può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne possa essere fatto.

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