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19/06/2020

I provvedimenti adottati dal Governo per fra fronte all'emergenza epidemiologica da Covid-19 hanno limitato la libertà di movimento impedendo ai cittadini di effettuare viaggi o partecipare ad eventi già programmati e pagati.

 

In tutti questi casi il consumatore ha diritto di ricevere indietro il prezzo pagato.


A stabilirlo è un principio previsto dal Codice Civile il quale prevede l’impossibilità sopravvenuta della prestazione (art. 1463 cc: “Nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta, non può chiedere la controprestazione e deve restituire quella che abbia già ricevuta”).

Vediamo quindi nel dettaglio i rimborsi previsti per le diverse tipologie di servizio.

Biglietti viaggio, hotel e pacchetti turistici

 

Il viaggiatore ha diritto a vedersi rimborsato l’intero costo del biglietto di viaggio, del soggiorno in hotel o del pacchetto turistico programmato durante l’emergenza.
A prevederlo è stato il legislatore d’emergenza, il quale è intervenuto con alcuni provvedimenti (D.L. 2 marzo 2020, n. 9 e D.L. 17 marzo 2020, n.18, poi convertiti con legge n. 27 aprile 2020) i quali stabiliscono che i divieti imposti dall’Autorità configurano il caso di “impossibilità sopravvenuta”.

I consumatori devono richiedere il rimborso entro 30 giorni dalla data prevista per la partenza.

Il vettore o la struttura, entro 30 giorni dalla richiesta, devono procedere al rimborso del corrispettivo versato per il titolo di viaggio oppure all’emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall’emissione. La scelta tra rimborso e voucher spetta unicamente all’operatore turistico.

Con particolare riferimento alla questione voucher, la Commissione U.E. ha recentemente chiarito che, nel caso di cancellazione, i viaggiatori hanno diritto al rimborso, mentre l’eventuale offerta dei voucher di viaggio può essere utile nell’attuale situazione di forte crisi di liquidità per le compagnie, ma a patto che i buoni siano: “volontari, affidabili e attraenti” per i consumatori.

In particolare, la Commissione U.E. ha sottolineato che i voucher dovrebbero:
• essere protetti contro l’insolvenza dell’emittente (con un sistema di protezione in caso d’insolvenza “istituito a livello nazionale” dagli Stati o da assicuratori privati);
• avere un periodo di validità minimo di 12 mesi e, se non riscattati, essere rimborsabili automaticamente al più tardi 14 giorni dopo la fine del periodo di validità”.

La raccomandazione della Commissione U.E. stabilisce anche caratteristiche chiave di flessibilità: i buoni “dovrebbero consentire ai passeggeri di viaggiare sulla stessa rotta alle stesse condizioni”, così come permettere “ai viaggiatori di prenotare un pacchetto turistico di qualità equivalente o che comprenda lo stesso tipo di servizi”.

Inoltre, le compagnie “dovrebbero considerare di estendere la possibilità di utilizzare i voucher con altri enti che fanno parte dello stesso gruppo societario” e i voucher dovrebbero essere “trasferibili a un altro passeggero senza alcun costo aggiuntivo”.

Pacchetti turistici

 

Chi non può usufruire di un pacchetto turistico a causa delle restrizioni governative può recedere dal contratto: l’organizzatore può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore oppure può procedere al rimborso o può anche emettere un voucher da utilizzare entro un anno dalla sua emissione.

Lo prevede l’art. 40 del Codice del Turismo.

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