Vai al contenuto Vai alla ricerca Vai al contatti Vai alla mappa del sito

07/08/2019

 

Al giorno d’oggi tutti conoscono Whatsapp, l’applicazione di messaggistica gratuita più diffusa nel mondo che consente di inviare e ricevere messaggi - anche vocali - nonché video e foto, in modo intuitivo ed immediato.

ARAG Tutela Legale Famiglia

La tua famiglia è la cosa più importante che hai: proteggila da ogni imprevisto.

Ma i messaggi spediti e ricevuti tramite Whatsapp hanno valore legale?

Secondo la giurisprudenza i contenuti inviati tramite Whatsapp, rappresentando la memorizzazione di fatti storici, sono considerabili alla stregua di una prova documentale, come previsto dall’art. 234 del Codice di Procedura Penale secondo cui possono essere acquisiti in giudizio anche i documenti che rappresentano fatti e persone mediante fotografie, cinematografia e fonografia o qualsiasi altro mezzo idoneo.

In particolare, la Corte di Cassazione - che con la sentenza n. 49016/2017 ha statuito che le conversazioni tramite Whatsapp hanno valore di prova legale - ha chiarito che, per l’utilizzabilità delle chat in giudizio, è necessaria l’acquisizione delle stesse sul supporto telematico dove è avvenuta la comunicazione.

 

Come si può quindi “portare” il contenuto delle conversazioni Whatsapp in giudizio? I modi individuati dalla giurisprudenza sono diversi.

  • La prima modalità è quella dell’acquisizione materiale dello smartphone su cui è avvenuta la conversazione.

    La rappresentazione fotografica o fonografica non ha infatti alcun valore se non viene presentato anche il supporto materiale. Solo con l’acquisizione materiale è possibile avere la certezza del contenuto e della genuinità del contenuto della conversazione.
  • Il contenuto della chat può essere acquisito in giudizio anche mediante lo screenshot del display del cellulare.

    Lo screenshot deve essere stampato o allegato al fascicolo tramite chiavetta usb. In questo caso la controparte potrà, ma solo in presenza di fondati motivi (ad esempio quando manca una parte del testo della conversazione, l’indicazione del mittente oppure la data), contestare la validità della conversazione.
  • Far leggere il contenuto dei messaggi ad un terzo, che poi sia disposto a testimoniare in giudizio.

    Questi dovrà esporre il contenuto della conversazione sotto giuramento, con le conseguenze penali che derivano in caso di falsa dichiarazione. Così facendo, il contenuto della chat Whatsapp entra nel processo al pari di qualsiasi altra prova testimoniale. Questa possibilità è però ammessa solo quando si tratta di un testimone oculare diretto dei messaggi o delle immagini.
  • L’ultima modalità per acquisire il contenuto di una chat di Whatsapp consiste nel trascrivere le conversazioni contenute nella chat stessa.

    La controparte in tal caso potrà richiedere la perizia di un tecnico che attesti la veridicità della trascrizione. Il giudice di merito dovrà provvedere alla nomina di un tecnico al quale verrà consegnato lo smartphone per procedere alla verifica. Il tecnico, dopo un esame accurato del supporto materiale e delle chat, riporterà il testo su di un documento ufficiale cartaceo che diventerà piena prova in giudizio.
 

In definitiva, ciascuno di noi – prima di inviare messaggi, foto o video tramite Whatsapp – dovrebbe quindi riflettere sulle possibili e potenti conseguenze di tale mezzo.

 

Che cosa ti offre ARAG?


Per difendere i tuoi diritti rivolgiti ad un esperto ARAG, o per saperne di più e trovare l’offerta giusta per te, visita la pagina La Tutela legale per il web

In collaborazione con:

Studio Legale Spagnuoli
Piazza F. Guardi 11
20133 Milano

Si avverte che i contenuti hanno carattere meramente informativo e non possono sostituirsi ad una consulenza da parte di un professionista qualificato sul caso specifico. In nessun caso la compagnia può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne possa essere fatto.

Potrebbero interessarti anche...

ARAG SE Rappresentanza Generale e Direzione per l'Italia - Viale del Commercio, 59 , 37135 Verona P.I. 04167600230 - C.F. e n. R.I. Verona 93238290238 - REA n. VR - 394658. Iscritta in data 20/08/2012 all'Albo Imprese di Assicurazione IVASS, Elenco I, n. I.00108 (Imprese comunitarie autorizzate ad operare in regime di stabilimento). Rappresentante Generale e Direttore Generale per l'Italia: Andrea Andreta. Tel.: 045 8290411 - Fax: 045 8290449 - e-mail: arag@arag.it - pec: arag@pec.arag.it web: www.arag.it

ARAG SE - Societas Europaea - sede legale D - 40472 Düsseldorf (Germania), ARAG Platz 1 Capitale sociale Euro 100.000.000. Iscritta nel Registro del Tribunale di Düsseldorf al n. HRB 66846 - Soggetta al controllo della Autorità di vigilanza tedesca Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht (BaFin: www.bafin.de). Presidente del Consiglio di Sorveglianza: Gerd Peskes. Consiglio di Gestione: Dr. Paul-Otto Faßbender (Pres.), Dr. Renko Dirksen, Dr. Matthias Maslaton, Wolfgang Mathmann, Hanno Petersen, Dr. Joerg Schwarze.